lunedì 21 gennaio 2013

Invito: mercoledì 23 gennaio 2013 alle ore 17.30 al Centro per le Famiglie

PROGETTO “UNA FAMIGLIA PER UNA FAMIGLIA”


Si avvia a Novara il progetto “Una famiglia per una famiglia” promosso dal Comune insieme alla Fondazione Paideia di Torino, Fondazione della Comunità del Novarese e Fondazione De Agostini, con la collaborazione del Centro Servizi per il Volontariato (CSV) della Provincia di Novara.
La Fondazione Paideia ha sviluppato questa metodologia – a partire dal 2006 - nelle città di Torino, Ferrara, Parma, Verona e nel territorio comasco.

Con questo progetto s’intende sostenere famiglie che vivono un periodo di difficoltà nella gestione della propria vita quotidiana e nelle relazioni educative con i figli.

L’idea alla base del progetto è molto semplice e, per alcuni aspetti, recupera le esperienze di sostegno e aiuto informale che, storicamente, sono sempre esistite tra famiglie. Una famiglia con delle difficoltà è affiancata da un’altra famiglia. Entrambe s’impegnano reciprocamente con la definizione di un patto, per un periodo massimo di dodici mesi. Si tratta di una forma di prossimità che valorizza lo scambio, la relazione e la reciprocità tra le famiglie: tutti i componenti si relazionano tra loro, rafforzandosi a vicenda e aiutandosi.
 
Il Progetto ha la sua sede presso il Centro per le Famiglie del Comune di Novara, dove è possibile rivolgersi per avere informazioni e chiarimenti su come si svilupperà il progetto nella nostra città e su come aderire.

Tutte le famiglie interessate a saperne di più sono invitate a partecipare all’incontro di presentazione del progetto mercoledì 23 gennaio 2013 alle ore 17.30 al Centro per le Famiglie.

Vi aspettiamo!

Centro per le Famiglie

L.go Don Minzoni, 8 - Novara
Tel: 0321.3703383
e-mail: centro.famiglie@comune.novara.it
Il Servizio è aperto al pubblico nei seguenti giorni:
martedì: 9.00 - 13.00
giovedì: 9.00 - 13.00 e 14.30 - 17.30
http://www.comune.novara.it/servizi/sociali/centroFamiglia

Comune di Novara: se una famiglia adotta una… famiglia

fonte:
Comune
di Novara Comune di
Novara


Se una famiglia adotta una… famiglia

«Valorizzare il rapporto di prossimità e le relazioni tra famiglie rafforzando il più possibile quel sostegno vicendevole che negli ultimi anni è andato un po’ perdendosi». 

Questo, secondo l’assessore al Politiche sociali del Comune di Novara, è l’obiettivo di “Una famiglia per una famiglia”, un progetto innovativo pensato per sostenere nuclei familiari in difficoltà nella gestione del quotidiano e nei rapporti con i figli.

A questi contesti sarà affiancata una famiglia “risorsa”, per stabilire una relazione solidale di prossimità. Il progetto permette di intervenire in situazioni di disagio non ancora conclamato, al fine di prevenire criticità e problemi.


L’iniziativa è promosso dal Comune di Novara insieme con Fondazione Paideia, Fondazione della Comunità del Novarese e Fondazione De Agostini, che ieri hanno formalmente sottoscritto l’impegno ad avviare una prima fase del percorso, che coinvolgerà otto nuclei familiari. 




  Guarda il Video, TGR Piemonte, (00:05:10 - 00:07:10), 16 gennaio 2013, ore 14:00


Il progetto avrà come sede operativa il Centro per le Famiglie di largo Don Minzoni 8, al quale, fin da ora, è possibile rivolgersi per informazioni e adesioni.


Approfondimenti

 Fondazione PAIDEIAhttp://www.fondazionepaideia.it/ita/home

@FondPAIDEIA

https://www.facebook.com/fondazionepaideia 


Fondazione PAIDEIA si occupa di infanzia e di disagio, realizza progetti, genera cultura e sostiene ogni anno oltre 300 famiglie con bambini disabili o malati.
  

 

http://www.fondazionedeagostini.it/
http://www.fondazionedeagostini.it/sala-stampa

 


 
Centro per le Famiglie
L.go Don Minzoni, 8 - Novara
Tel: 0321.3703383
e-mail: centro.famiglie@comune.novara.it
Il Servizio è aperto al pubblico nei seguenti giorni:
martedì: 9.00 - 13.00
giovedì: 9.00 - 13.00 e 14.30 - 17.30
http://www.comune.novara.it/servizi/sociali/centroFamiglia



http://www.rai.tv/dl/RaiTV




Novara, "affido" tra famiglie per combattere la crisi economica


Fonte: http://edizioni.lastampa.it/novara/articolo/lstp/31143/

 20.01.2013 - 

INIZIATIVE SIMILI A TORINO, FERRARA, PARMA, VERONA E IN PROVINCIA DI COMO

Novara, "affido" tra famiglie per combattere la crisi economica


Ill progetto di aiuto alle famiglie è stato lanciato dal Comune di Novara con le fondazioni Paideia, De Agostini e Comunità del Novarese

Al via un progetto che affianca i volontari alle attività dei servizi sociali

BARBARA COTTAVOZ
Una famiglia come risorsa, da affiancare a un altro nucleo in difficoltà. E’ il progetto che il Comune di Novara ha lanciato con le fondazioni Paideia, De Agostini e Comunità del Novarese. «La parola d’ordine è prossimità – spiega l’assessore ai Servizi Sociali Augusto Ferrari -. Ci sono già famiglie che si prendono cura di altre quando queste non vivono un periodo facile. Noi vogliamo trasformare questa abitudine in un’iniziativa organizzata».

La fase sperimentale durerà un anno e mezzo
Il Centro per le famiglie in largo Don Minzoni raccoglierà le domande dei nuclei che hanno bisogno di un sostegno. Possono essere genitori che hanno problemi nell’educazione dei propri figli, anche solo nello svolgere i compiti a casa. Oppure padri e madri che chiedono una mano per sbrigare le pratiche quotidiane. «Sono nuclei che non vivono una situazione di disagio già affermata – dice Fabrizio Serra, segretario generale di Paideia -. Per questo, il progetto è una forma di prevenzione. Forniamo ai servizi sociali uno strumento in più per aiutare i cittadini». L’iniziativa «Una famiglia per una famiglia» è partita nel 2003 a Torino proprio da un’idea di Paideia. Più tardi sono state coinvolte anche Ferrara, Parma, Verona e la provincia di Como. 




domenica 20 gennaio 2013

Avvenire: quelle diverse povertà che riducono l'adozione

fonte: www.avvenire.it

CRISI MA NON SOLO, DIETRO IL NETTO CALO 
Quelle diverse povertà che riducono l’adozione
Ci sono povertà più gravi e più profonde rispetto a quelle determinate dalla crisi economica. Povertà che prosciugano l’anima delle persone e delle famiglie e rendono più sterile e quindi più fragile il cuore dell’intera società. Il nuovo calo delle adozioni (meno 22,8% nel 2012 rispetto all’anno precedente), ultimo segnale di un trend negativo ormai consolidato da anni, che va ad aggiungersi al crollo dell’affido familiare (meno 700 nel biennio 2008-2010), va iscritto in questo quadro di impoverimento progressivo della pubblica generosità. 

venerdì 18 gennaio 2013

«Ho perso le gemelline, aiuto i bimbi del mondo» - Corriere.it

«Ho perso le gemelline, aiuto i bimbi del mondo» - Corriere.it

VITA: Il 2012 è stato un anno nero per le adozioni.

fonte: www.vita.it

10/01/2013

Caro Riccardi, non è solo colpa degli altri

di Sara De Carli

Il 2012 è stato un anno nero per le adozioni. Per la Cai la colpa è dei paesi di provenienza. Per gli enti non è vero...

ghana
Meno 23% di bambini. Meno 22% di famiglie. Il 2012 è stato un anno nero per le adozioni internazionali (leggi la notizia sul report della Cai): un calo che si era già annunciato negli anni passati, ma che nel 2012 ha raggiunto proporzioni davvero preoccupanti. Nel 2011 infatti le adozioni internazionali nel 2011 erano calate del 2,6% rispetto all’anno prima, molto meno di quel -10% che si paventava. Quest’anno invece le cose sono andate molto peggio, anche rispetto alle più fosche previsioni. Perché?


lunedì 14 gennaio 2013

'I bimbi adottati? non lasciamoli soli'

Fonte: http://espresso.repubblica.it/dettaglio/bambini-adottati-non-lasciamoli-soli/2198034

Intervista

'I bimbi adottati? non lasciamoli soli'

di Fabrizio Gatti
 
Il presidente del Telefono Azzurro spiega come i genitori adottivi possono affrontare il disagio dei minori e riconoscere i segnali di un abuso subito nell'istituto di provenienza
(14 gennaio 2013)

Professor Ernesto Caffo, neuropsichiatra, presidente di Telefono Azzuro: quanti sono i bambini adottati attraverso i canali internazionali che denunciano violenze negli istituti in cui vivevano?
«Nel 2011 l'Italia è stato il secondo Paese al mondo nelle adozioni internazionali, con 4.022 casi. Rispetto a questi numeri è ovviamente più probabile che in Italia ci siano più denunce. Ma purtroppo è molto difficile quantificare il fenomeno all'interno degli istituti ospitanti».

Quale tipo di violenze hanno subito?
«Come negli altri contesti di vita (la famiglia e la scuola), anche in queste istituzioni i bambini possono andare incontro a diverse tipologie di abuso psicologico, fisico e sessuale da parte di adulti. E' bene ricordare che, come evidenziano ormai concordemente studi internazionali, il permanere all'interno di un'istituzione costituisce, di per sé, un fattore di rischio per lo sviluppo del bambino».

I bambini vengono minacciati affinché non parlino delle violenze?
«Il segreto rispetto agli abusi subiti è purtroppo una richiesta molto frequente che viene fatta dagli abusanti alle vittime. Sebbene, come abbiamo scritto in un quaderno sulla pedofilia recentemente pubblicato sul sito di Telefono Azzurro, non esistano indicatori comportamentali che rivelino con certezza l'abuso subìto, i genitori possono notare segnali comportamentali più generici e aspecifici, che indicano che il bambino sta vivendo una grave situazione di disagio. Tra i campanelli di allarme un genitore può notare l'improvviso emergere di disturbi del sonno, enuresi, disturbi alimentari, alterazione del tono dell'umore, ansia, disturbi della condotta, calo del rendimento scolastico. A questi segnali si possono accompagnare comportamenti sessualizzati che non sono appropriati per l'età del bambino».

Cosa fare se i genitori hanno dubbi?

«E' doveroso sottolineare che non sempre è facile distinguere la causa del disagio. Per questo motivo sarebbe auspicabile che i genitori adottivi vengano sempre accompagnati nel difficile percorso di adattamento del minore nella nuova famiglia e sostenuti laddove ci fossero segnali di evidente disagio. In questi casi, rimangono figure importanti alle quali rivolgersi pediatri e neuropsichiatri infantili. Anche Telefono Azzurro è sempre a disposizione dei genitori, con la sua linea 19696».

I genitori possono farcela da soli?

«I genitori adottivi il più delle volte formulano una richiesta di aiuto rispetto a come devono comportarsi con il bambino. E' però altrettanto importante che trovino un giusto supporto per affrontare il dolore, le ansie e l'incertezza. Il benessere dei genitori è di fondamentale importanza nel percorso di aiuto al bambino».

Bulgaria, nella tana dei pedofili

Bulgaria, nella tana dei pedofili

fonte: L'Espresso. 
di Fabrizio Gatti

Violentati nell'orfanotrofio. Fotografati e filmati. Il racconto choc di tre bambini bulgari adottati in Italia apre una finestra su un orrore nascosto che può contare su molti complici. E i genitori accusano: le nostre denunce sono state ignorate
(14 gennaio 2013)
Un immagine scattata in un istituto per minori in Bulgaria  
Un'immagine scattata in un istituto per minori in BulgariaLe luci nelle finestre dell'orfanotrofio stasera si spengono più tardi del solito. Sono le otto e venti. Qui fuori la mezza luna rischiara l'aria limpida a quindici gradi sotto zero e le sagome delle volpi affamate che si avvicinano in cerca di qualcosa da mordere. E' il momento peggiore. L'ora in cui risuonano i latrati dei cani randagi. E quella in cui D. entra nelle camere dei bambini più piccoli. Succede quasi ogni sera in questo istituto sperduto nelle campagne innevate della Bulgaria.

E se non è D., c'è sempre qualcuno della sua età che vuole fare sesso a quest'ora. Hanno soltanto dodici, tredici anni. Non oltre. Gli altri, le loro vittime, sono cuccioli. Tre anni. Cinque. Sette. Al massimo dieci. Non è nemmeno colpa di D. Lui ripete semplicemente ciò che gli ospiti più grandi gli avevano imposto. E non solo gli ospiti. Alle violenze spesso si unirebbero alcuni dipendenti dell'istituto. Almeno sette uomini e quattro donne. Fanno prostituire i bambini in una discoteca. Scattano fotografie. A volte filmano le aggressioni. Forse rivendono quelle immagini.

Adozioni, quando i bambini sono ostaggi

fonte: http://de-luca.blogautore.repubblica.it/2013/01/14/adozioni-quando-i-bambini-sono-ostaggi/

Adozioni, quando i bambini sono ostaggi

di Maria Novella De Luca

E’ davvero il paradigma di quanto sia grande la crisi dell’adozione internazionale quello che sta succedendo in Russia. Dove come è ormai noto il presidente Putin ha bloccato tutte le adozioni di bimbi russi verso gli Stati Uniti, come ritorsione per alcune decisioni americane contro dirigenti russi ritenuti coinvolti nella morte di un avvocato impegnato nei diritti civili.
Sapendo di colpire al cuore il paese che più fa adozioni al mondo, e soprattutto dalla Russia, Putin ha deciso che quei 50 orfani che da anni vivono nei duri Internat (orfanatrofi) dell’ex Unione Sovietiva non potranno raggiungere negli States i loro genitori adottivi, spezzando così per decine di bambini il sogno di una famiglia e di una vita nuova.

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(per chi è interessato a conoscere più da vicino l'ICBF, Instituto Colombiano de Bienestar Familiar, Colombia)

venerdì 11 gennaio 2013

Il mio papà? È grande come il sole

Il mio papà? È grande come il sole

Comunicato CAI del 7 gennaio 2013

fonte: http://www.commissioneadozioni.it


Comunicato: Le adozioni internazionali nel 2012  (07/01/2013)

Nel corso del 2012 la Commissione ha rilasciato l’autorizzazione all’ingresso in Italia per 3.106 bambini provenienti da 55 Paesi, adottati da 2.469 famiglie residenti in Italia.

Rispetto al 2011, si evidenzia dunque un calo piuttosto consistente, pari al 22,8% per quanto riguarda il numero di minori adottati, al 21,7% per quanto riguarda le coppie adottive.

Tale flessione è dovuta principalmente al rallentamento delle attività constatato in alcuni Paesi: in Colombia, a causa della revisione delle procedure dichiarative dello stato di abbandono, che ha necessariamente comportato un rallentamento delle procedure di adozione; in Bielorussia, stante il quasi completato esaurimento delle procedure instradate nel 2009; in Vietnam, in India e in Polonia, in conseguenza della progressiva ma non ancora completa riattivazione delle procedure dopo l’entrata in vigore delle rispettive nuove normative interne; in Ucraina, a causa di ricorrenti difficoltà procedurali interne.

Di segno positivo è il consolidamento della collaborazione con la Repubblica Popolare Cinese, il Burkina Faso, il Cile, la Repubblica Democratica del Congo.

Il rapporto statistico annuale sarà disponibile sul sito della Commissione nel mese di febbraio.
E’ possibile consultare l’estratto cliccando sull’allegato (LINK).

martedì 8 gennaio 2013

www.genitorisidiventa.org

GSD Informa Articolo

Intervista a Francesco Mennillo
Autore/i: Luigi Bulotta

Data: 15-11-2012
Argomento: Interviste



Continuiamo ad ascoltare la voce dei rappresentanti delle associazioni familiari per sapere chi sono e cosa si propongono di fare in seno alla Commissione Adozioni Internazionali nei prossimi tre anni. Questo mese è la volta di Francesco Maria Mennillo, presidente del Coordinamento Famiglie Adottanti in Bielorussia, il secondo nuovo membro nominato a luglio dal ministro Riccardi.



Dr. Mennillo, ci parli del Coordinamento che presiede: come e quando è nato? Com'è strutturato e quali finalità perseguite? Da quanti soci è composto?
 
Il 2004 rappresenta un punto disvolta nella politica bielorussa sulle adozioni internazionali, in quanto, a seguito di uno scandalo legato alle adozioni con gli USA, un minore bielorusso, figlio di una coppia americana, era purtroppo finito nel giro del mercato illegale dell'espianto degli organi, causando una forte pubblicità negativa sulle adozioni internazionali e facendo sì che il Presidente bielorusso Lukashenko congelasse i procedimenti adottivi aperti con tutti i paesi, anche quelli vicini al completamento.
Il 14 giugno 2005 si tiene a Roma laprima riunione delle famiglie adottanti in Bielorussia che decidono di costituirsi nel Coordinamento Famiglie Adottanti in Bielorussia.
Il Coordinamento nasce da un gruppo di famiglie italiane che, in rappresentanza di un vasto movimento di famiglie diffuso in tutta Italia, rivendicava il diritto all'adozione negato a circa 600 bambini bielorussi.


mercoledì 2 gennaio 2013

Il Kirghizistan all'ultimo blocca i contatti

Il caso

Carte fantasma e denunce
Intrigo internazionale divide genitori e 19 bimbi

Il Kirghizistan all'ultimo blocca i contatti. «L'airone» di Azzano: non molliamo

Questa è la storia di un viaggio che non risulta mai fatto, di pile di documenti svaniti dalla sera alla mattina, di ministri che finiscono in manette, di denunce in un'ex Repubblica sovietica, diplomazie al lavoro e scontri a colpi di carte bollate.

Ma questa, soprattutto, è la storia di mamme e papà adottivi che avevano finalmente conosciuto un bambino che era diventato il loro bambino. Era, verbo al tempo passato. Perché, su tutto, come un macigno è piombata una crisi internazionale fatta di problemi e accuse che viaggiano da una parte all'altra del pianeta.


Le adozioni si dimezzano fra crisi e burocrazia

fonte: bergamo.corriere.it/bergamo/notizie/cronaca

LE NUOVE FAMIGLIE

Le adozioni si dimezzano fra crisi e burocrazia

Dal 2008 scese a 45 le pratiche a buon fine Il 28% delle coppie non conclude l'iter


Le adozioni sono una corsa ad ostacoliLe adozioni sono una corsa ad ostacoli
E adesso la crisi economica è arrivata anche qui, a complicare il percorso già delicatissimo dell'adozione internazionale. Sono infatti sempre meno le coppie che possono affrontare spese che come minimo arrivano (fra burocrazia, assistenza e costi vivi per la permanenza nei Paesi di provenienza dei bimbi) a 14 mila euro. E mentre i tribunali stanno lentamente ma inesorabilmente limitando il numero di decreti di idoneità, nella Bergamasca, le richieste di autorizzazione all'ingresso in Italia di minori stranieri adottati sono quasi dimezzate, passando da 82 nel 2008 a 45 nel 2011.
Il dato è contenuto nella relazione della Commissione per le adozioni internazionali (Cai).


Putin firma, stop ad adozioni di bimbi russi da parte di americani - Video - Corriere TV

Putin firma, stop ad adozioni di bimbi russi da parte di americani - Video - Corriere TV

Il presidente russo Vladimir Putin ha firmato l'abrogazione dell'accordo bilaterale Stati Uniti-Russia sulle adozioni. La legge, denominata 'anti Magnitsky' o legge Dima Yakovlev, dal nome di un bambino russo adottato e morto negli Usa per un colpo di calore nel 2008, potrebbe entrare in vigore il primo gennaio 2013 e bloccare l'adozione di 52 bambini orfani già assegnati a famiglie americane. (RCD - Corriere TV) 

In fila per l'adozione del piccolo Emanuele Il Papa: «Il bambino è un dono di Dio» - Corriere Roma

In fila per l'adozione del piccolo Emanuele Il Papa: «Il bambino è un dono di Dio» - Corriere Roma


In fila per l'adozione del piccolo Emanuele
Il Papa: «Il bambino è un dono di Dio»

Pannolini e pelouche per il bambino nato e abbandonato in un bagno del McDonald's. Continua la ricerca della madre

La mobilitazione dei romani è generale: a decine, soprattutto donne e famiglie, sono corsi al Sant'Eugenio per portare regali al piccolo Emanuele ricoverato nel reparto di Neonatologia. Sulla vicenda è intervenuto anche Papa Benedetto XVI: «Ogni bambino - ha detto il Pontefice - venga accolto come dono di Dio, sia sostenuto dall'amore del padre e della madre, per poter crescere come il Signore Gesù in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini».


Nell'ospedale prosegue, incessante, la gara di solidarietà. «Ci hanno portato di tutto, anche se non ce n'è bisogno - spiegano le infermiere che hanno "adottato" il neonato abbandonato venerdì notte al Mc Donald's di piazzale Don Luigi Sturzo -. Giocattoli, pannolini, vestitini, copertine, omogeneizzati: mettiamo tutto da parte per chi, un giorno, dovrà prendersene davvero cura». Mentre le condizioni del bimbo - gettato nel water dalla madre e salvato dopo 10 minuti da una dipendente del fast food, Tiziana Trimboli - sono in continuo miglioramento, il suo futuro immediato sull'affidamento provvisorio è nelle mani del Tribunale dei minorenni. Sono già decine i pretendenti.


“Caro Babbo Natale”, nelle letterine al Corriere i sogni e le paure dei bambini

“Caro Babbo Natale”, nelle letterine al Corriere i sogni e le paure dei bambini

“Caro Babbo Natale”, nelle letterine al Corriere i sogni e le paure dei bambini


Caro Babbo, fai ricrescere la betulla che si è spezzata nel mio giardino?». «Caro Babbo, vorrei che la mia mamma e il mio papà smettessero di litigare e tornassero insieme». «Ehi, Babbo, porti un regalo anche al mio amico Redi, che è musulmano?». «Ma le tue renne puzzano davvero? E tu, quando giochi con me?» Disegnate. Via mail. Su cartoncini colorati o figli di quaderno. Sognanti, confidenziali o piene di richieste.
In questi giorni abbiamo ricevuto centinaia di lettere scritte dai bambini a Babbo Natale. È stato un modo per conoscerli un po’ più da vicino e, attraverso le loro parole, tentare di capire se e cosa sognano. La risposta a quest’ultima domanda, però, è semplice: sì. Perché per fortuna esiste un nucleo, più o meno folto, di irriducibili che a Babbo Natale credono fortissimamente. A dispetto di compagni e amici più «realisti».


Abbiamo adottato Lechen

fonte: corriere della sera, blog La città nuova

“Abbiamo adottato Lechen, piccola cinese. E ci ha rivoluzionato la vita”

“Ha 10 mesi e si chiama Lechen. Il suo nome significa ‘che l’alba della tua vita sia sempre felice’. Ama giocare all’aperto, è una bimba sana, mangia e dorme con regolarità. E un giudice in Cina pensa che siamo noi, proprio noi in tutto il mondo, la sua mamma e il suo papà! Sono 5 anni che mi immagino mio figlio africano… Ma non importa, certo che siamo d’accordo! D’accordissimo. E la Cina diventa il Paese che da sempre avevo nel cuore…”.
Francesca Lanocita, 41 anni, web content manager milanese, ricorda così i primi istanti dopo l’annuncio che, tre anni fa, ha cambiato la sua vita e quella di suo marito Paolo, 45 anni. Gli operatori del Ciai (Centro Italiano Aiuti all’Infanzia), l’organizzazione non governativa a cui si erano rivolti, li avevano convocati per dir loro che sarebbero diventati i genitori di Lechen, una bimba cinese che oggi ha 4 anni e mezzo.
Un annuncio che aspettavano da quattro anni, ovvero da quando avevano dato la disponibilità al Ciai ad adottare un bambino da qualsiasi parte del mondo.


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