sabato 2 febbraio 2013

SCANDALO ADOZIONI IN KYRGYZSTAN: LA SCOPERTA DELL’AMBASCIATORE ITALIANO ALBERTO PIERI

SCANDALO ADOZIONI IN KYRGYZSTAN: LA SCOPERTA DELL’AMBASCIATORE ITALIANO ALBERTO PIERI

Adottare un figlio, si inizia dal modulo di DISPONIBILITA'


Fonte: Commissione per le Adozioni internazionali

La nuova legge attribuisce compiti molto importanti ai Servizi socio-assistenziali dell'Ente Locale, che chiama a lavorare insieme, per una più approfondita indagine sulla realtà familiare delle coppie e sulle motivazioni ad adottare, con i servizi delle aziende sanitarie locali anche con la collaborazione degli enti autorizzati.





 Essi devono:
  • fornire informazioni sull’adozione internazionale e sulle relative procedure, sugli enti autorizzati e sulla loro funzione, nonché sulle altre forme di solidarietà nei confronti dei minori in difficoltà (ad esempio: sostegno a distanza);
  • curare la preparazione degli aspiranti all’adozione, aiutandoli a scoprire le loro risorse e le motivazioni profonde della richiesta adottiva, nonché a verificare insieme a loro la reale disponibilità ad affrontare i compiti che intendono assumere;
  • acquisire elementi sulla situazione personale, familiare e sanitaria degli aspiranti genitori adottivi, sulla loro attitudine a farsi carico di un’adozione internazionale, sulle eventuali caratteristiche particolari del o dei minori che sarebbero in grado di accogliere;
  • acquisire ogni altro elemento utile affinché il tribunale per i minorenni possa valutare la loro idoneità all’adozione internazionale.
Il compito dei servizi è quindi di osservazione della coppia e contemporaneamente di aiuto alla coppia. La valutazione dell’idoneità spetta comunque al Tribunale per i minorenni, al quale deve pervenire una relazione molto approfondita, in particolare sotto il profilo psicologico.
Anche dopo l’adozione il ruolo dei Servizi ha una sua importanza. Anzi, specialmente nei primi tempi, la loro presenza è indispensabile per aiutare i nuovi genitori adottivi e il bambino ad affrontare e superare i problemi che possono presentarsi nella fase di inserimento. Inoltre, la maggior parte dei paesi di origine chiede almeno per un anno periodiche relazioni sulle condizioni del bambino e sul livello di integrazione nella nuova famiglia. E’ quindi indispensabile che i Servizi seguano la famiglia almeno nel primo anno.

I Servizi locali e gli enti autorizzati non devono rimanere scollegati tantomeno sentirsi 'in concorrenza ': la loro collaborazione derivante da una piena integrazione è indispensabile ed è prevista dalla legge. Spetta alle Regioni promuovere la definizione di protocolli operativi - ed eventualmente di convenzioni - fra Enti autorizzati e Servizi (art. 39 bis comma 1).

Per conoscere la sede del servizio più vicino è necessario chiedere informazioni al proprio Comune di residenza.


Ad esempio a Novara puoi contattare attraverso il sito del Comune i seguenti uffici preposti, ti daranno tutte le info pratiche e i moduli!

Ecco qua:
per i moduli, clicca qui
per contattare i Servizi del Comune di Novara



1ª TAPPA : La dichiarazione di disponibilità

Fonte: Commissione per le Adozioni Internazionali






1ª TAPPA : La dichiarazione di disponibilità
TEMPI: entro 15 giorni dalla presentazione della dichiarazione il Tribunale deve trasmettere la domanda ai servizi socio-territoriali competenti. (vedi. 2ª tappa)
SOGGETTI: coppia
Tribunale per i minorenni
LUOGO: Tribunale della propria Regione di residenza; ITALIA

La prima tappa, per chi desideri adottare un bambino straniero, è il Tribunale per i minorenni competente per il territorio di residenza. Generalmente è presente nel capoluogo di ogni regione, e alcune regioni ne hanno più di uno. (vedi elenco sotto Tribunali per i minorenni )
Nel caso di cittadini italiani residenti all'estero, il tribunale competente al quale ci si deve rivolgere per inoltrare la domanda, è quello dell'ultimo domicilio dei coniugi e, in mancanza di precedente domicilio, il Tribunale per i minorenni di Roma.

Una volta individuato il Tribunale, occorrerà rivolgersi all ufficio di cancelleria civile per presentare la "dichiarazione di disponibilità" all'adozione internazionale. Gli aspiranti all'adozione infatti non vantano un diritto ad ottenere un bambino ma possono solo esprimere la loro disponibilità ad adottarne uno. Infatti l istituto dell'adozione ha per fine di soddisfare il diritto di ogni bambino ad avere una famiglia, e di dare la possibilità di averne una ad un bambino che ne è privo. E non viceversa.

Oltre alla dichiarazione vanno allegati i seguenti documenti in carta semplice: (Attenzione la documentazione richiesta può variare, si consiglia di contattare preventivamente il Tribunale al quale si vuole inoltrare la richieta)

  1. Certificato di nascita dei richiedenti;
  2. Stato di famiglia;
  3. Dichiarazione di assenso all'adozione da parte dei genitori degli adottanti, resa nella forma della dichiarazione sostitutiva di atto notorio davanti al segretario; oppure, qualora fossero deceduti:
  4. Certificato di morte dei genitori dei richiedenti;
  5. Certificato rilasciato dal medico curante;
  6. Certificati economici: mod.101 o mod.740 oppure busta paga;
  7. Certificato del Casellario giudiziale dei richiedenti;
  8. Atto notorio oppure dichiarazione sostitutiva con l'attestazione che tra i coniugi adottanti non sussiste separazione personale neppure di fatto.

Gli aspiranti genitori adottivi devono in primo luogo rispondere ai requisiti previsti dall'art.6 della legge n.184/1983 e pertanto possono presentare la dichiarazione di disponibilità:

  • le coppie coniugate;
  • sposate al momento della dichiarazione di disponibilità (è computabile la precedente convivenza more uxorio per almeno tre anni se documentata);
  • non aventi in corso o di fatto alcuna separazione;
  • con una differenza massima entrambi di 45 anni (e minima di 18) con il figlio da adottare;
  • in possesso delle capacità di educare, istruire e mantenere il figlio adottivo (requisiti che saranno oggetto dell'indagine dei Servizi territoriali, dopo il primo controllo da parte del Tribunale).
Se il Tribunale per i minorenni ravvisa la manifesta carenza dei requisiti sopra descritti, pronuncia immediatamente un decreto di inidoneità.
Qualora invece non vi sia stato niente da rilevare, entro 15 giorni dalla presentazione della dichiarazione di disponibilità, il giudice minorile trasmette la documentazione relativa alla coppia aspirante, ai servizi degli Enti locali.

Per adottare, qualche info di orientamento

Fonte: Commissione per le Adozioni Internazionali

I requisiti per l’adozione internazionale sono gli stessi che per l’adozione nazionale, e sono previsti dall’art. 6 della legge 184/83 (come modificata dalla legge 149/2001) che disciplina l’adozione e l’affidamento e che riteniamo utile riportare perché il suo contenuto interessa più di ogni altro le coppie.



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Affido familiare, ecco il convegno della Caritas

Fonte: Comunicare il Sociale

Comunicare il Sociale, Ultime notizie sul sociale, il terzo settore online.
 Affido familiare,ecco il convegno della Caritas

MILANO. Aprire le porte di casa a un figlio che non è il proprio. Accudirlo, sanare le sue ferite. E poi riaccompagnarlo alla famiglia da cui proviene. Con quella famiglia, spesso, fare un pezzo di strada insieme. È l’affido familiare. A Milano sono 216 le famiglie che lo stanno sperimentando. Sono un numero importante. Ma non ancora sufficiente. Per promuovere l’affido familiare, Caritas Ambrosiana organizza sabato 2 febbraio il convegno “Fare affido a Milano oggi. Accoglienza, carità del quotidiano”. L’incontro si svolgerà a Milano in via P. da Palestrina 7 dalle ore 9 alle 13.

giovedì 31 gennaio 2013

A Novara il Centro per la Famiglia

Fonte: Comune di Novara

Sempre tanti progetti e tante  nuove opportunità per le Famiglie di Novara si possono ora trovare anche sulla nuova pagina dedicata al Centro per le Famiglie all'interno del sito del Comune di Novara al seguente link: http://www.comune.novara.it/servizi/sociali/centroFamiglia/centroFamiglia.php .




Una pagina web più chiara e funzionale per facilitare la navigazione e l'informazione sulle diverse iniziative ed opportunità offerte dal Centro. Vi invitiamo ad aiutarci a migliorare il nostro lavoro che vuole sempre più essere al servizio di tutte le famiglie della città: per questo chi volesse scriverci può farlo nello spazio "Il Centro per le Famiglie che vuoi tu".


Info e contatti:
Centro per le Famiglie
Largo Don Minzoni 8, Novara
Tel. 0321/3703383
Mail: centro.famiglie@comune.novara.it

Rassegna bibliografica 3/2012 - Nuove riflessioni sull'affido




    Il percorso di lettura della Rassegna bibliografica 3/2012 propone una riflessione sull'affido familiare, un fenomeno in crescita nel nostro Paese. Le autrici, Ivana Comelli e Raffaella Iafrate, offrono una panoramica delle principali pubblicazioni nazionali sul tema, alla luce delle trasformazioni socioculturali che hanno riguardato l'Italia e dell'evoluzione normativa in materia.
    L'analisi di Comelli e Iafrate, rispettivamente dottore di ricerca in psicologia sociale e dello sviluppo e professore associato di psicologia sociale all'Università Cattolica di Milano, parte proprio dal quadro normativo e si sofferma, subito dopo, sui diversi soggetti coinvolti (i minori, le famiglie naturali, le famiglie affidatarie, gli operatori dei servizi sociali) e sui temi chiave dell'affido, «segnalando l'importanza di mantenere una visione completa e complessa, che tenga cioè presente le voci di tutti gli attori in scena e le loro rappresentazioni di sé e degli altri, ma anche le situazioni concrete che si trovano a vivere con i loro limiti e le loro risorse».
    Il percorso di lettura prosegue con la disamina di alcune tipologie particolari di affido, come l'affido di neonati, adolescenti e fratelli, e di quelle forme di accoglienza definite dalle autrici «nuove prospettive dell'affido presenti nella realtà italiana»: ad esempio, l'affido di famiglie ad altre famiglie; l'adozione mite, «sperimentazione nata per cercare di dare una regolarizzazione anche legislativa ai numerosi casi di minori in affido sine die, che si trovano in una situazione di “limbo normativo”» e l'affido omoculturale, ossia l'accoglienza dei minori in famiglie della loro stessa etnia.
    Nell'ultima parte del contributo di Comelli e Iafrate, infine, si parla di alcuni volumi che riportano dei casi esemplificativi e delle storie di vita.
    Oltre al percorso tematico il volume contiene segnalazioni e altre proposte di lettura, un focus internazionale e un percorso filmografico curato da Fabrizio Colamartino, critico cinematografico e consulente del Centro nazionale, che offre alcuni spunti di riflessione sulla rappresentazione dell'affido nei film e nei documentari. (bg)

    mercoledì 30 gennaio 2013

    Quali soluzioni per il futuro delle adozioni?

    FONTE: Vita

    Quali soluzioni per il futuro delle adozioni?

    di Antonietta Nembri

    Di fronte alla crisi delle adozioni internazionali, Aibi lancia la riforma della legge 184 per rendere efficace, efficiente e meno caro il sistema e far sì che sempre più bambini siano accolti in una famiglia

    I dati parlano di un calo continuo e allo stesso tempo di costi sempre più alti. Protagoniste di questo andamento sono le adozioni internazionali che tra il 2011 e il 2012 sono diminuite di circa il 23% passando da oltre 4mila adozioni di due anni fa alle poco più di 3mila dello scorso anno. Mentre il trend dei costi sostenuti dalle famiglie seguono un andamento opposto. Nasce da qui e non solo la preoccupazione sul futuro dell’adozione internazionale manifestata da Marco Griffini, presidente di Aibi – Amici dei Bambini, che oggi ha aperto i lavori del convegno “Efficienza, efficacia e risparmio nel sistema delle adozioni internazionali. Quali possibilità?”.

    «Sono preoccupato perché non vedo preoccupazione» ha denunciato Griffini, ricordando a diminuire sono anche le adozioni nazionali, quindi non si tratta solo di un problema economico «Ma se si continua con questo trend, se la progressione verso il basso va avanti nel 2020 possiamo dire addio alle adozioni internazionali» ha osservato con forza ricordando le stime di Unicef sui bambini abbandonati nel mondo: 168 milioni. C’è un problema culturale anche legato alle parole «quando utilizziamo il termine special needs rischiamo di creare un ghetto, abbiamo inventato un termine discriminatorio». E poi c’è quella che per Griffini è la vera cultura negativa che guarda alla coppia che desidera adottare: «si pensa che sia egoista, invece va pensata come una risorsa. Perché adottare è qualcosa di insito nella mia natura» ha detto con foga «Se c’è un bambino abbandonato è giusto che sia adottato per cui la coppia deve essere considerata una risorsa da accompagnare non da selezionare».


    Officina Famiglia - Dipartimento per le politiche della famiglia

    Linee di Indirizzo per l’affidamento familiare

    Linee di Indirizzo per l’affidamento familiare

    Le Linee di indirizzo per l'affido, le prime create in Italia, sono state presentate dal Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali insieme all'indagine realizzata dal Ministero stesso. Realizzate per tentare di dare un impulso allo strumento dell'affidamento familiare e implementare la legge 149, le Linee si inseriscono nel progetto nazionale "Un percorso nell'affido", attivato nel 2008 dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali in collaborazione con il Coordinamento Nazionale Servizi Affido, il Dipartimento per le Politiche della famiglia,la Conferenza delle Regioni e Province autonome, l'UPI, l'ANCI e il Centro nazionale di documentazione e analisi per l'infanzia e l'adolescenza.
    Il documento raccoglie i saperi e le esperienze dei territori, realizzando un serie di "raccomandazioni" unitarie che legano tutto il territorio nazionale in una rete  di indicazioni.

    I temi affrontati trattano in maniera trasversale l'organizzazione dei servizi, gli strumenti e i rapporti con l'autorità giudiziaria.
    Dopo una breve introduzione e aver illustrato quali sono le idee di riferimento, la metodologia e il percorso, le Linee entrano nel dettaglio e spiegano i soggetti coinvolti e il contesto dell'affidamento familiare. Il secondo capitolo descrive invece le caratteristiche dell'istituto dell'affidamento familiare e le diverse tipologie di affido. L'ultima parte delle Linee illustra il percorso di affido partendo da azioni di contesto, promozione e informazione. Tre meccanismi strettamente collegati fra loro e fondamentali per muoversi all'interno della conoscenza del tema affrontato.

     

    GRR - News - Rapporto Censis sulle famiglie ‘C’è bisogno del padre’

    GRR - News - Rapporto Censis sulle famiglie ‘C’è bisogno del padre’

    Avvenire: famiglia sotto assedio

    Fonte: Avvenire
    FAMIGLIA SOTTO ASSEDIO
    «Crescere senza punti di riferimento dell'altro sesso è un limite»
    Nuclei familiari formati da persone dello stesso sesso. Funziona?
    «Molto spesso i bambini crescono in nuclei monoparentali, soprattutto formati da donne. Capita ed è capitato, per esempio quando gli uomini partivano e andavano a lavorare fuori dal paese, emigravano, e la madre doveva cercare l’appoggio e il sostengo di altre figure femminili», spiega la psicologa Maria Rita Parsi.

    Ma avere due mamme o due papà non ha nessuna ripercussione sullo sviluppo del bambino?
    Quello del padre e della madre sono ruoli di riferimento identitari. Ma non è solo questo il problema. Studi americani hanno dimostrato che chi cresce con sole donne o soli uomini non per questo diventa omosessuale. Per i bambini quel che vale è l’amore. Però è importante che le bambine trovino un punto di riferimento maschile e i maschietti uno femminile per sviluppare e indirizzare la loro ricerca di un partner quando saranno adulti. Crescere con genitori omosessuali senza avere punti di riferimento dell’altro sesso costituisce un limite.

    martedì 29 gennaio 2013

    No alle adozioni dei bambini grandi, la mia riflessione

    No alle #Adozioni bambini grandi (!) http://t.co/xxQfdFm3




    Tutti abbiamo il bisogno di appartenere a qualcuno, e possibilmente per sempre. Il progetto Adottivo consente questo, offre una seconda possibilità a chi la vita ha deciso di apportare un brutto scherzo, un brutto tiro mancino. Sfilarti da sotto la tua culla, farti annusare solo aromi sgradevoli di genitorialità inadeguate e a volte rinneganti la vita, la tua. Proprio.
    L'Adozione non ha età, è un progetto che deve coinvolgere tutti i bambini, anche quelli grandi. Invece pare che questo progetto da una certa fascia in su li veda esclusi ma non dalle coppie, ma dai tribunali!

    Crescere un figlio è un percorso difficile ma di crescita per tutti, genitori biologici e genitori adottivi, affidatari; come mamma adottiva di un figlio adottato a 7 anni posso dire che l'impegno di noi genitori verso il figlio è stato elevato, elevatissimo. Forte, duro, ma meraviglioso perché meravigliosa è la vita, con la sua luce e le sue tenebre, con le sue carezze e le sue botte; d'altra parte l'adozione si compie non solo tra figli/bambini e famiglie/coppie ma tramite qualcun altro, specialisti che operano affinché il bambino, non la coppia/famiglia, trovi, tramite loro, la migliore famiglia per lui, ma proprio per lui, solo per lui! una famiglia adatta solo a te e non a nessun altro!

    Questo è un compito difficile! è un progetto troppo importante, delicatissimo, forse troppo duro, impegnativo, sensibile, ma chi opera in questo campo lo deve e lo può fare. Al meglio delle sue forze e competenze e in piena responsabilità.
    Io chiedo, alla luce dei fallimenti adottivi o della difficoltà di valutare le adozioni dei bambini grandi, io chiedo a tutti gli operatori, Giudici dei Tribunali, fateci sapere come operate in relazione ai dossier che avete a disposizione, alle Relazioni Psicosociali che ricevete dal Servizi Sociali, ditemi, come abbinate una famiglia ad un minore in difficoltà? la vostra è una grande responsabilità, un fallimento adottivo non deve capitare e invece succede, io chiedo, perché? quanto vi ritenete responsabili di questo? riprendete in mano il dossier per riflettere sui due mondi che voi avete unito e che invece adeguati non lo erano? perché avete fatto quell'abbinamento? cosa è successo?

    Quali strategie usate, quali sentimenti e ragioni vi guidano? perché scegliete la famiglia sbagliata per quel bimbo? quali approfondimenti, quali analisi, quali e quante cose valutate appartenente al mondo degli adulti? Quanto vi ritenete responsabili per primi di questi fallimenti adottivi?quali elementi correttivi in voi?

    Devo aver frainteso, devo aver capito male un atteggiamento di un Giudice che per ovviare alle difficoltà 'scontate' di abbinamento con bambini grandi riconduceva quindi la cosa al non dare in adozione appunto i bambini grandi, a non essere d'accordo per aprire loro questa strada.
    Mi è preso un colpo, devo aver capito male, e sono quindi in attesa di ricevere le dritte che mi rasserenano l'animo. Non posso aver sentito una semplificazione così banale del problema, non posso aver sentito che siccome non siamo capaci di fare il nostro lavoro allora io penalizzo qualcun'altro. Tutti abbiamo le nostre difficoltà lavorative, i problemi esistono ma lavorare nel sociale implica che devo in coscienza sapere di fare ogni giorno il mio lavoro per gli altri non al meglio ma all'ottimo, per te, che di me ti fidi.

    Bambini, bambini grandi, bambini grandi senza una famiglia, non ci credete a questo pazzo mondo degli adulti. Credete solo che domani è un giorno migliore e che un pezzettino di felicità c'è anche per voi. Ci stiamo solo attrezzando.
    Cristina

    lunedì 28 gennaio 2013

    Adozioni "difficili" - VIDEO RAI 1

    Adozioni "difficili"

    Unomattina 2012-2013

    Adozioni "difficili"

    • Durata:00:23:54
    • Andato in onda:21/01/2013
    http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-40cbe6e6-1a44-4acd-86a8-4ab6d9050b75.html 
    Cosa succede quando due genitori, pur avendo le migliori intenzioni, non ce la fanno e decidono di restituire un bambino dopo averlo adottato? I bambini vanno in una casa famiglia in attesa di altra adozione.

    Abbandonati due volte: prima dalla famiglia naturale, poi dalla famiglia che li ha accolti. Storie avvolte nel silenzio che, in un certo senso, macchiano l'immagine idilliaca dell'adozione.

    Ma chi sono e come vivono i bambini in una casa famiglia e quali sono le loro difficoltà quotidiane? In studio: Melita Cavallo, Presidente Tribunale Minorenni di Roma; Marzia Masiello, Responsabile AIBI, Amici dei Bambini; Luigi Cancrini, psicoterapeuta; Nicola Fummo, giudice onorario Tribunale Minorenni di Napoli; da sede Rai Venezia, Enzo Favero, giornalista

    domenica 27 gennaio 2013

    Cifa Onlus Torino: una lettura tra le esperienze adottive

    Fonte: cifaonlus

    Come un viaggio nelle emozioni

    Scritto da Eventi on . Postato in esperienze adottive, Informati
     
    L’adozione è come un viaggio nelle emozioni, al nostro interno, alla scoperta di sensazioni intime e sentimenti forse mai rivelati. E’ anche un viaggio fisico, alla scoperta delle proprie forze, di altri sapori, profumi, di altra gente, in poche parole di un altro mondo, in tutti i sensi. Per noi, coppia da tanti anni insieme, il percorso fino all’adozione di nostra figlia prima, e di nostro figlio dopo qualche anno, è stato un bel viaggio, fatto di tappe e fermate, lento ma sempre con quell’obiettivo, quella meta sempre più vicina, sempre più reale.
    L’attesa della nostra prima adozione è stata faticosa, il tempo sembrava non passare mai e poi, in tre mesi, ecco l’abbinamento e poi la partenza per il Vietnam e tutto ciò che per anni avevamo tanto atteso e sperato è arrivato cogliendoci quasi impreparati e un po’ incoscienti. L’incontro con la nostra bimba è avvenuto in istituto. Al nostro arrivo, tutte le persone presenti ci guardavano sorridendo partecipi e noi abbiamo subito percepito una tenerezza e una sensibilità che ci ha tranquillizzato, anche perché ci sentivamo un po’ impacciati e inesperti e quasi timorosi di rompere un incanto mentre la nostra bimba ci guardava con due occhi bellissimi e vispi.



    Coppie gay, i rischi dell'adozione

    Fonte: Famiglia Cristiana
    di Simone Bruno

    Coppie gay, i rischi dell'adozione

    La Cassazione ha affidato un bambino alla madre lesbica e convivente con la compagna. Forti le polemiche. 

    La psicologa Rosnati fa luce sui problemi comportamentali che ne derivano.

    24/01/2013
    «Meglio due donne che un padre violento». Questa, in sintesi, la motivazione alla base della sentenza pronunciata lo scorso 11 gennaio dalla Corte di Cassazione su un complesso caso di affidamento familiare. Protagonisti: un bambino, un padre, una madre omosessuale e la sua compagna convivente. Il via alle polemiche è stato immediato. Un ginepraio di opinioni contrastanti che ha riacceso l’annosa questione delle adozioni alle coppie dello stesso sesso.

    «La sentenza», spiega Rosa Rosnati, docente di Psicologia dell’adozione e dell’affido, membro del Centro di Ateneo Studi e Ricerche sulla Famiglia (Università Cattolica di Milano), «ha confermato l’affidamento del figlio alla madre con cui vive, regolamentando le visite del padre, in passato accusato di episodi di violenza nei confronti della madre. Quello che emerge è che il giudice non ha ritenuto che la relazione omosessuale vissuta attualmente dalla madre, potesse essere un motivo sufficientemente valido per interrompere il già consolidato legame madre-figlio». 

    sabato 26 gennaio 2013

    Adottare: indicazioni per "l'uso"

    Fonte: Le radici e le ali

    Abbiamo deciso di adottare un figlio...!

    Avete appena maturato questa volontà con tutto il vostro cuore, ma ora cosa dovete fare? Consigliamo prima di tutto di frequentare Associazioni o Gruppi di discussione come 'Le Radici e le Ali', è molto importante iniziare ad informarsi ed entrare tra gli ingranaggi che vi porteranno a conoscere il vostro bambino...
    E poi? Dovete iniziare un cammino burocratico che forse vi sembrerà un pò complicato... seguite le nostre indicazioni, sarà tutto più semplice!


    buona lettura!

    A chi faresti adottare un bambino?

    A chi faresti adottare un bambino?

    lunedì 21 gennaio 2013

    Adottare in tutta sicurezza | CIAI

    fonte: Ciai

    Adottare in tutta sicurezza | CIAI

    Adottare in tutta sicurezza

    Le adozioni internazionali sono al centro delle attenzioni mediatiche ma attenzione: un conto sono le adozioni sicure e trasparenti, altro pianeta è il traffiking e il mondo (illecito) dei mediatori. Il chiarimento di Paola Crestani, presidente CIAI.
    Occorre fare chiarezza in un momento in cui le adozioni internazionali rischiano di essere al centro di polemiche disfattiste, soprattutto sui media: per le famiglie, che hanno già adottato e che adotteranno e soprattutto per il bene dei bambini in cerca di una famiglia.
    Prendendo spunto da “Melog”, trasmissione di Radio 24 che qualche giorno fa ha dedicato una puntata alle adozioni internazionali, CIAI ritiene sia importante ribadire ancora una volta che gli enti che lavorano correttamente nei paesi di provenienza dei minori NON devono fare uso di mediatori, da non confondersi con i rappresentanti locali dell’ente. Di mediatori si è infatti parlato – tra i molti spunti di attualità – durante la puntata di Melog come se fossero un ‘rischio’ da mettere in conto nel corso dell’iter adottivo all’estero. Come se anche gli enti potessero, a loro insaputa, inciampare in questi personaggi. In realtà non è così.


    Invito: mercoledì 23 gennaio 2013 alle ore 17.30 al Centro per le Famiglie

    PROGETTO “UNA FAMIGLIA PER UNA FAMIGLIA”


    Si avvia a Novara il progetto “Una famiglia per una famiglia” promosso dal Comune insieme alla Fondazione Paideia di Torino, Fondazione della Comunità del Novarese e Fondazione De Agostini, con la collaborazione del Centro Servizi per il Volontariato (CSV) della Provincia di Novara.
    La Fondazione Paideia ha sviluppato questa metodologia – a partire dal 2006 - nelle città di Torino, Ferrara, Parma, Verona e nel territorio comasco.

    Con questo progetto s’intende sostenere famiglie che vivono un periodo di difficoltà nella gestione della propria vita quotidiana e nelle relazioni educative con i figli.

    L’idea alla base del progetto è molto semplice e, per alcuni aspetti, recupera le esperienze di sostegno e aiuto informale che, storicamente, sono sempre esistite tra famiglie. Una famiglia con delle difficoltà è affiancata da un’altra famiglia. Entrambe s’impegnano reciprocamente con la definizione di un patto, per un periodo massimo di dodici mesi. Si tratta di una forma di prossimità che valorizza lo scambio, la relazione e la reciprocità tra le famiglie: tutti i componenti si relazionano tra loro, rafforzandosi a vicenda e aiutandosi.
     
    Il Progetto ha la sua sede presso il Centro per le Famiglie del Comune di Novara, dove è possibile rivolgersi per avere informazioni e chiarimenti su come si svilupperà il progetto nella nostra città e su come aderire.

    Tutte le famiglie interessate a saperne di più sono invitate a partecipare all’incontro di presentazione del progetto mercoledì 23 gennaio 2013 alle ore 17.30 al Centro per le Famiglie.

    Vi aspettiamo!

    Centro per le Famiglie

    L.go Don Minzoni, 8 - Novara
    Tel: 0321.3703383
    e-mail: centro.famiglie@comune.novara.it
    Il Servizio è aperto al pubblico nei seguenti giorni:
    martedì: 9.00 - 13.00
    giovedì: 9.00 - 13.00 e 14.30 - 17.30
    http://www.comune.novara.it/servizi/sociali/centroFamiglia

    Comune di Novara: se una famiglia adotta una… famiglia

    fonte:
    Comune
di Novara Comune di
Novara


    Se una famiglia adotta una… famiglia

    «Valorizzare il rapporto di prossimità e le relazioni tra famiglie rafforzando il più possibile quel sostegno vicendevole che negli ultimi anni è andato un po’ perdendosi». 

    Questo, secondo l’assessore al Politiche sociali del Comune di Novara, è l’obiettivo di “Una famiglia per una famiglia”, un progetto innovativo pensato per sostenere nuclei familiari in difficoltà nella gestione del quotidiano e nei rapporti con i figli.

    A questi contesti sarà affiancata una famiglia “risorsa”, per stabilire una relazione solidale di prossimità. Il progetto permette di intervenire in situazioni di disagio non ancora conclamato, al fine di prevenire criticità e problemi.


    L’iniziativa è promosso dal Comune di Novara insieme con Fondazione Paideia, Fondazione della Comunità del Novarese e Fondazione De Agostini, che ieri hanno formalmente sottoscritto l’impegno ad avviare una prima fase del percorso, che coinvolgerà otto nuclei familiari. 




      Guarda il Video, TGR Piemonte, (00:05:10 - 00:07:10), 16 gennaio 2013, ore 14:00


    Il progetto avrà come sede operativa il Centro per le Famiglie di largo Don Minzoni 8, al quale, fin da ora, è possibile rivolgersi per informazioni e adesioni.


    Approfondimenti

     Fondazione PAIDEIAhttp://www.fondazionepaideia.it/ita/home

    @FondPAIDEIA

    https://www.facebook.com/fondazionepaideia 


    Fondazione PAIDEIA si occupa di infanzia e di disagio, realizza progetti, genera cultura e sostiene ogni anno oltre 300 famiglie con bambini disabili o malati.
      

     

    http://www.fondazionedeagostini.it/
    http://www.fondazionedeagostini.it/sala-stampa

     


     
    Centro per le Famiglie
    L.go Don Minzoni, 8 - Novara
    Tel: 0321.3703383
    e-mail: centro.famiglie@comune.novara.it
    Il Servizio è aperto al pubblico nei seguenti giorni:
    martedì: 9.00 - 13.00
    giovedì: 9.00 - 13.00 e 14.30 - 17.30
    http://www.comune.novara.it/servizi/sociali/centroFamiglia



    http://www.rai.tv/dl/RaiTV




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