Fonte: http://www.endoassoc.it
Adozioni – un incontro umano con le istituzioni: il Giudice del Tribunale per i Minorenni
Terzo appuntamento della serie dedicata al mondo delle adozioni. Incontriamo il Giudice Fulvio Villa, Presidente del Tribunale per i Minorenni del Piemonte e della Valle d’Aosta, con sede in Torino.
Fontana: Iniziamo questo nostro colloquio, intanto con qualche numero sulle adozioni, per meglio renderci conto dell’entità del fenomeno di cui andiamo a parlare.
Villa: Per quanto riguarda i bambini italiani il numero degli adottabili, con riferimento al Piemonte ed alla Valle d’Aosta, è di circa 100 ogni anno, di cui circa 20 non riconosciuti alla nascita. Le domande di adozione nazionale nell’anno 2010 sono state 720 (nell’anno precedente 830).
Secondo i dati dell’Autorità Centrale Italiana 4.130 sono i minori stranieri adottati dalle coppie italiane nel 2010.
Un luogo di lettura, di incontro e di scambio attorno alle famiglie, ai figli e al cuore
martedì 12 febbraio 2013
Adozioni, due gemelli “inaspettati”
fonte: http://com.unita.it/
Autore: Federica Fantozzi
Tre anni per prepararsi a insegnare a un bambino come andare in bici e capire una lingua diversa dalla propria, tre giorni per dimenticarselo, ventiquattr’ore per memorizzare il terrificante numero di poppate quotidiane necessario a due neonati: «Ma non c’è uno schema? Un pezzo di carta?».
Elisa e Riccardo, 39 anni, toscani, liberi professionisti, in lista per un’adozione internazionale in Colombia. «Gli psicologi dei corsi ci avevano avvisato: scordatevi i neonati – racconta lui -. Possono arrivarvi ragazzini di 12-13 anni, con l’infanzia devastata. Nati da madri in carcere e cresciuti in cella con lei. Noi ci sentivamo pronti per due fratellini e avevamo dato disponibilità fino a 7 anni di età. Passavamo i mesi immaginando il volo di ritorno da Bogotà, il loro stupore, gli odori di una città diversa, i primi libri che avremmo scelto».
Tre anni per prepararsi a insegnare a un bambino come andare in bici e capire una lingua diversa dalla propria, tre giorni per dimenticarselo, ventiquattr’ore per memorizzare il terrificante numero di poppate quotidiane necessario a due neonati: «Ma non c’è uno schema? Un pezzo di carta?».
Elisa e Riccardo, 39 anni, toscani, liberi professionisti, in lista per un’adozione internazionale in Colombia. «Gli psicologi dei corsi ci avevano avvisato: scordatevi i neonati – racconta lui -. Possono arrivarvi ragazzini di 12-13 anni, con l’infanzia devastata. Nati da madri in carcere e cresciuti in cella con lei. Noi ci sentivamo pronti per due fratellini e avevamo dato disponibilità fino a 7 anni di età. Passavamo i mesi immaginando il volo di ritorno da Bogotà, il loro stupore, gli odori di una città diversa, i primi libri che avremmo scelto».
Incontro Pre Adozione, Ente La Maloca
fonte: La Maloca
Incontro informativo per chi è intenzionato sviluppare adozione
IL CENTRO ADOZIONI LA MALOCA comunica che Sabato 23 Febbario 2013 alle ore 09,30,
nella sede di Parma in Via Borsari 23, organizza incontro pensato per
chi intenda o abbia iniziato a pensare di adottare uno o più bambini. L'incontro ha lo scopo di dare informazioni e qualcosa di più alle
famiglie che iniziano questo percorso
sia verso l'adozione Nazionale che
Internazionale, illustrando l'iter burocratico da seguire sia in Italia
che all'estero, ma anche presentando in modo più profondo cosa
significhi adottare un bambino in stato di abbandono, da qualunque parte
del modo esso provenga, pur nelle diversità in base alla sua
provenienza.
L'incontro è gratuito e aperto a tutti per un massimo di 10 coppie, chi
fosse interessato dovrebbe dare conferma entro il 18 Febbraio alla
presente mail o a
info@lamaloca.it , o ai telefoni sotto indicati.
X SOCI-SIMPATIZZANTI - siete pregati di divulgare l'evento sopra
indicato a coppie di Vs. conoscenza che pensiate siano interssate.
Cordiali saluti
Curati Walter
La Maloca
www.lamaloca.it
lunedì 11 febbraio 2013
L'adozione: un cammino di salvezza
Fonte: Zenit
Negli ultimi anni le istituzioni internazionali hanno compiuto
passi da gigante riconoscendo tanti diritti ai bambini, e tra questi
diritti sanciti vi è quello dell’adozione.
La convenzione dell’Aja del 29 maggio del 1993 ha regolato il diritto dell’adottabilità dei minori. Molti paesi del mondo hanno ratificato questa convenzione, altri lo stanno facendo in questi mesi, altri paesi invece sono poco propensi a questo accordo. L’auspicio è che tutte le nazioni possano siglare questa convenzione internazionale. Essa costituisce una maggiore garanzia del diritto dei bambini per disincentivare ogni possibile tipo di frode in questo campo così delicato.
L'adozione: un cammino di salvezza
I genitori adottivi hanno il dovere morale di ascoltare la storia dei propri figli e invitarli al perdono verso i genitori biologici
Roma, 10 Febbraio 2013 (Zenit.org). Osvaldo Rinaldi | 234 hits
La sofferenza innocente dei bambini è un tema di cui poco si parla in una società molto interessata ai profitti e poco attenta ai bisogni degli indifesi. I bambini sono l’anello debole della catena della nostra società. Dare voce agli ultimi, ai più deboli, è segno di maturità e giustizia da parte di una società civile.La convenzione dell’Aja del 29 maggio del 1993 ha regolato il diritto dell’adottabilità dei minori. Molti paesi del mondo hanno ratificato questa convenzione, altri lo stanno facendo in questi mesi, altri paesi invece sono poco propensi a questo accordo. L’auspicio è che tutte le nazioni possano siglare questa convenzione internazionale. Essa costituisce una maggiore garanzia del diritto dei bambini per disincentivare ogni possibile tipo di frode in questo campo così delicato.
venerdì 8 febbraio 2013
Seminario: Istituto degli Innocenti, Milano
fonte: istituto degli innocenti
Seminario
Seminario
Terra di confine tra affido e adozione: questioni aperte
15.03.2013
Milano
Venerdì 15 marzo 2013 dalle 9.30 alle 13:30
Aula Pio XI - Università Cattolica del Sacro Cuore, Largo Gemelli, 1 Milano
Seminario promosso dal Master "Il lavoro clinico e sociale con le famiglie accoglienti: affido e adozione" in partnership con la Provincia di Milano
Terra di confine tra affido e adozione: questioni aperteAdozione e affido: interventi giuridici ben distinti e così profondamente contigui nella costruzione di legami e narrazioni familiari che mettono in luce una complessità di sfaccettature e di criticità in questa terra di confine.
Il seminario apre una riflessione sui nodi critici sia dal punto di visto giuridico, sia psicologico e desidera offrire alcune chiavi di lettura utili a quanti sono impegnati in situazioni così complesse.
Per iscriversi:
La partecipazione è gratuita ma l’iscrizione è obbligatoria, attraverso il sito.
Potranno essere accettate un massimo di 100 iscrizioni.
Sono stati richiesti i crediti ECM per psicologi e FCOAS per assistenti sociali.
Aula Pio XI - Università Cattolica del Sacro Cuore, Largo Gemelli, 1 Milano
Seminario promosso dal Master "Il lavoro clinico e sociale con le famiglie accoglienti: affido e adozione" in partnership con la Provincia di Milano
Terra di confine tra affido e adozione: questioni aperteAdozione e affido: interventi giuridici ben distinti e così profondamente contigui nella costruzione di legami e narrazioni familiari che mettono in luce una complessità di sfaccettature e di criticità in questa terra di confine.
Il seminario apre una riflessione sui nodi critici sia dal punto di visto giuridico, sia psicologico e desidera offrire alcune chiavi di lettura utili a quanti sono impegnati in situazioni così complesse.
Per iscriversi:
La partecipazione è gratuita ma l’iscrizione è obbligatoria, attraverso il sito.
Potranno essere accettate un massimo di 100 iscrizioni.
Sono stati richiesti i crediti ECM per psicologi e FCOAS per assistenti sociali.
giovedì 7 febbraio 2013
in Francia passa l'adozione a coppie omosessuali
di Daniele Zappalà
Senza
che neppure una riga sia stata spesa sulla stampa francese e sotto il
naso persino dei pochi e sonnolenti deputati dell’opposizione
neogollista a quell’ora in aula, l’Assemblée Nationale ha adottato
surrettiziamente prima dell’alba di lunedì gli emendamenti che aprono la
strada alle adozioni gay. La denuncia è partita solo ieri dal
collettivo della «Manifestazione per tutti», che ha citato l’articolo
1-bis votato nottetempo dall’emiciclo e non contenuto nell’iniziale
bozza Taubira commentata dai media.
domenica 3 febbraio 2013
Adozioni internazionali in calo in Italia
Fonte: radio vaticana
notizia del 2013-01-10 16:04:5
Adozioni internazionali in calo in Italia: i dati della Commissione e il parere del Cifa
Diminuiscono le adozioni internazionali in Italia: 3.106 bambini in meno nel 2012, il 22,8%, rispetto al 2011. In calo del 21,7% anche le coppie adottive. I dati sono della commissione governativa per le adozioni internazionali. La Federazione russa, tra i Paesi di provenienza, resta in testa, ma a breve le cose potrebbero cambiare. Il Cremlino infatti tra molte proteste, ha vietato per legge le adozioni di orfani russi da parte di cittadini Usa. Per un commento, a partire dai nuovi dati della Commissione Gabriella Ceraso ha intervistato la vicepresidente Daniela Bacchetta:
R. – Nel corso degli anni precedenti, abbiamo sempre mantenuto i numeri – e anzi, siamo anche saliti! – delle adozioni. Mentre per tutti gli altri Paesi, Stati Uniti in testa, il picco c’è stato negli anni 2004-2005, per poi avere discese abbastanza consistenti. La stessa cosa vale per la Francia. Questo perché c’è una cultura diversa dell’adozione: un grande ricorso all’adozione indipendente ha fatto sì che sostanzialmente venisse accettata, socialmente e umanamente dalle famiglie, solo l’adozione di bambini piccoli. In Italia, invece, proprio per effetto di questo fatto che culturalmente è molto forte - l’adozione qui è seguita dagli enti, ormai avviene da 12 anni, con la consapevolezza che ci sono bambini che hanno bisogno di adozione anche se hanno più di tre anni e possono essere adozioni positive - ebbene, ciò ha fatto sì che crescesse la disponibilità all’adozione e ci ha di fatto portato avanti rispetto ad altri Paesi.
D. – Quest’anno, invece, la tendenza si inverte: diminuiscono le coppie che vogliono adottare e diminuiscono anche i bambini che arrivano in Italia. Questo come lo spiega?
notizia del 2013-01-10 16:04:5
Diminuiscono le adozioni internazionali in Italia: 3.106 bambini in meno nel 2012, il 22,8%, rispetto al 2011. In calo del 21,7% anche le coppie adottive. I dati sono della commissione governativa per le adozioni internazionali. La Federazione russa, tra i Paesi di provenienza, resta in testa, ma a breve le cose potrebbero cambiare. Il Cremlino infatti tra molte proteste, ha vietato per legge le adozioni di orfani russi da parte di cittadini Usa. Per un commento, a partire dai nuovi dati della Commissione Gabriella Ceraso ha intervistato la vicepresidente Daniela Bacchetta:
R. – Nel corso degli anni precedenti, abbiamo sempre mantenuto i numeri – e anzi, siamo anche saliti! – delle adozioni. Mentre per tutti gli altri Paesi, Stati Uniti in testa, il picco c’è stato negli anni 2004-2005, per poi avere discese abbastanza consistenti. La stessa cosa vale per la Francia. Questo perché c’è una cultura diversa dell’adozione: un grande ricorso all’adozione indipendente ha fatto sì che sostanzialmente venisse accettata, socialmente e umanamente dalle famiglie, solo l’adozione di bambini piccoli. In Italia, invece, proprio per effetto di questo fatto che culturalmente è molto forte - l’adozione qui è seguita dagli enti, ormai avviene da 12 anni, con la consapevolezza che ci sono bambini che hanno bisogno di adozione anche se hanno più di tre anni e possono essere adozioni positive - ebbene, ciò ha fatto sì che crescesse la disponibilità all’adozione e ci ha di fatto portato avanti rispetto ad altri Paesi.
D. – Quest’anno, invece, la tendenza si inverte: diminuiscono le coppie che vogliono adottare e diminuiscono anche i bambini che arrivano in Italia. Questo come lo spiega?
Russia, orfano di 14 anni scrive a Putin
Fonte: www.quotidiano.net
Russia, orfano di 14 anni scrive a Putin per concludere l'adozione negli Stati Uniti
Il ragazzo, affetto da una malattia genetica, troverebbe anche delle cure.
Mosca, 10 gennaio 2013 -
Un ragazzino russo di 14 anni, che soffre di una malattia genetica, ha scritto al presidente russo Vladimir Putin, per chiedergli di concludere la sua adozione, interrotta a causa della legge anti-Magnitsky, entrata in vigore all'inizio di gennaio.
Con questo provvedimento, Mosca ha vietato le adozioni di orfani russi da parte di cittadini Usa, rispondendo al Magnitski Act, con cui aveva preso misure contro funzionari russi ritenuti coinvolti nella sospetta morte in carcere dell’omonimo avvocato, il quale aveva denunciato un grosso giro di corruzione ai vertici dello Stato. Come raccontano i media di Celiabisnk, città sugli Urali dove il ragazzo vive in orfanotrofio, Maxim è in contatto da sette anni con una famiglia statunitense che l'anno scorso ha deciso di adottarlo. La procedura è stata avviata, ma ora si trova nel limbo a causa della controversa legge, in seguito alla quale Mosca si è anche ritirata dall'accordo con gli Usa sulle adozioni internazionali.In America, Maxim troverebbe non solo una famiglia ma anche possibilità di essere curato.
Russia, orfano di 14 anni scrive a Putin per concludere l'adozione negli Stati Uniti
Il ragazzo, affetto da una malattia genetica, troverebbe anche delle cure.
Mosca, 10 gennaio 2013 -
Un ragazzino russo di 14 anni, che soffre di una malattia genetica, ha scritto al presidente russo Vladimir Putin, per chiedergli di concludere la sua adozione, interrotta a causa della legge anti-Magnitsky, entrata in vigore all'inizio di gennaio.
Con questo provvedimento, Mosca ha vietato le adozioni di orfani russi da parte di cittadini Usa, rispondendo al Magnitski Act, con cui aveva preso misure contro funzionari russi ritenuti coinvolti nella sospetta morte in carcere dell’omonimo avvocato, il quale aveva denunciato un grosso giro di corruzione ai vertici dello Stato. Come raccontano i media di Celiabisnk, città sugli Urali dove il ragazzo vive in orfanotrofio, Maxim è in contatto da sette anni con una famiglia statunitense che l'anno scorso ha deciso di adottarlo. La procedura è stata avviata, ma ora si trova nel limbo a causa della controversa legge, in seguito alla quale Mosca si è anche ritirata dall'accordo con gli Usa sulle adozioni internazionali.In America, Maxim troverebbe non solo una famiglia ma anche possibilità di essere curato.
sabato 2 febbraio 2013
Adottare un figlio, si inizia dal modulo di DISPONIBILITA'
Fonte: Commissione per le Adozioni internazionali
La nuova legge attribuisce compiti molto importanti ai Servizi socio-assistenziali dell'Ente Locale, che chiama a lavorare insieme, per una più approfondita indagine sulla realtà familiare delle coppie e sulle motivazioni ad adottare, con i servizi delle aziende sanitarie locali anche con la collaborazione degli enti autorizzati.
Essi devono:
- fornire informazioni sull’adozione internazionale e sulle relative procedure, sugli enti autorizzati e sulla loro funzione, nonché sulle altre forme di solidarietà nei confronti dei minori in difficoltà (ad esempio: sostegno a distanza);
- curare la preparazione degli aspiranti all’adozione, aiutandoli a scoprire le loro risorse e le motivazioni profonde della richiesta adottiva, nonché a verificare insieme a loro la reale disponibilità ad affrontare i compiti che intendono assumere;
- acquisire elementi sulla situazione personale, familiare e sanitaria degli aspiranti genitori adottivi, sulla loro attitudine a farsi carico di un’adozione internazionale, sulle eventuali caratteristiche particolari del o dei minori che sarebbero in grado di accogliere;
- acquisire ogni altro elemento utile affinché il tribunale per i minorenni possa valutare la loro idoneità all’adozione internazionale.
Anche dopo l’adozione il ruolo dei Servizi ha una sua importanza. Anzi, specialmente nei primi tempi, la loro presenza è indispensabile per aiutare i nuovi genitori adottivi e il bambino ad affrontare e superare i problemi che possono presentarsi nella fase di inserimento. Inoltre, la maggior parte dei paesi di origine chiede almeno per un anno periodiche relazioni sulle condizioni del bambino e sul livello di integrazione nella nuova famiglia. E’ quindi indispensabile che i Servizi seguano la famiglia almeno nel primo anno.
I Servizi locali e gli enti autorizzati non devono rimanere scollegati tantomeno sentirsi 'in concorrenza ': la loro collaborazione derivante da una piena integrazione è indispensabile ed è prevista dalla legge. Spetta alle Regioni promuovere la definizione di protocolli operativi - ed eventualmente di convenzioni - fra Enti autorizzati e Servizi (art. 39 bis comma 1).
Per conoscere la sede del servizio più vicino è necessario chiedere informazioni al proprio Comune di residenza.
Ad esempio a Novara puoi contattare attraverso il sito del Comune i seguenti uffici preposti, ti daranno tutte le info pratiche e i moduli!
Ecco qua:
per i moduli, clicca qui
per contattare i Servizi del Comune di Novara
1ª TAPPA : La dichiarazione di disponibilità
Fonte: Commissione per le Adozioni Internazionali
1ª TAPPA : La dichiarazione di disponibilità
TEMPI: entro 15 giorni dalla presentazione della dichiarazione il Tribunale deve trasmettere la domanda ai servizi socio-territoriali competenti. (vedi. 2ª tappa)
SOGGETTI: coppia
Tribunale per i minorenni
LUOGO: Tribunale della propria Regione di residenza; ITALIA
La prima tappa, per chi desideri adottare un bambino straniero, è il Tribunale per i minorenni competente per il territorio di residenza. Generalmente è presente nel capoluogo di ogni regione, e alcune regioni ne hanno più di uno. (vedi elenco sotto Tribunali per i minorenni )
Nel caso di cittadini italiani residenti all'estero, il tribunale competente al quale ci si deve rivolgere per inoltrare la domanda, è quello dell'ultimo domicilio dei coniugi e, in mancanza di precedente domicilio, il Tribunale per i minorenni di Roma.
Una volta individuato il Tribunale, occorrerà rivolgersi all ufficio di cancelleria civile per presentare la "dichiarazione di disponibilità" all'adozione internazionale. Gli aspiranti all'adozione infatti non vantano un diritto ad ottenere un bambino ma possono solo esprimere la loro disponibilità ad adottarne uno. Infatti l istituto dell'adozione ha per fine di soddisfare il diritto di ogni bambino ad avere una famiglia, e di dare la possibilità di averne una ad un bambino che ne è privo. E non viceversa.
Oltre alla dichiarazione vanno allegati i seguenti documenti in carta semplice: (Attenzione la documentazione richiesta può variare, si consiglia di contattare preventivamente il Tribunale al quale si vuole inoltrare la richieta)
Gli aspiranti genitori adottivi devono in primo luogo rispondere ai requisiti previsti dall'art.6 della legge n.184/1983 e pertanto possono presentare la dichiarazione di disponibilità:
Qualora invece non vi sia stato niente da rilevare, entro 15 giorni dalla presentazione della dichiarazione di disponibilità, il giudice minorile trasmette la documentazione relativa alla coppia aspirante, ai servizi degli Enti locali.
1ª TAPPA : La dichiarazione di disponibilità
TEMPI: entro 15 giorni dalla presentazione della dichiarazione il Tribunale deve trasmettere la domanda ai servizi socio-territoriali competenti. (vedi. 2ª tappa)
SOGGETTI: coppia
Tribunale per i minorenni
LUOGO: Tribunale della propria Regione di residenza; ITALIA
La prima tappa, per chi desideri adottare un bambino straniero, è il Tribunale per i minorenni competente per il territorio di residenza. Generalmente è presente nel capoluogo di ogni regione, e alcune regioni ne hanno più di uno. (vedi elenco sotto Tribunali per i minorenni )
Nel caso di cittadini italiani residenti all'estero, il tribunale competente al quale ci si deve rivolgere per inoltrare la domanda, è quello dell'ultimo domicilio dei coniugi e, in mancanza di precedente domicilio, il Tribunale per i minorenni di Roma.
Una volta individuato il Tribunale, occorrerà rivolgersi all ufficio di cancelleria civile per presentare la "dichiarazione di disponibilità" all'adozione internazionale. Gli aspiranti all'adozione infatti non vantano un diritto ad ottenere un bambino ma possono solo esprimere la loro disponibilità ad adottarne uno. Infatti l istituto dell'adozione ha per fine di soddisfare il diritto di ogni bambino ad avere una famiglia, e di dare la possibilità di averne una ad un bambino che ne è privo. E non viceversa.
Oltre alla dichiarazione vanno allegati i seguenti documenti in carta semplice: (Attenzione la documentazione richiesta può variare, si consiglia di contattare preventivamente il Tribunale al quale si vuole inoltrare la richieta)
- Certificato di nascita dei richiedenti;
- Stato di famiglia;
- Dichiarazione di assenso all'adozione da parte dei genitori degli adottanti, resa nella forma della dichiarazione sostitutiva di atto notorio davanti al segretario; oppure, qualora fossero deceduti:
- Certificato di morte dei genitori dei richiedenti;
- Certificato rilasciato dal medico curante;
- Certificati economici: mod.101 o mod.740 oppure busta paga;
- Certificato del Casellario giudiziale dei richiedenti;
- Atto notorio oppure dichiarazione sostitutiva con l'attestazione che tra i coniugi adottanti non sussiste separazione personale neppure di fatto.
Gli aspiranti genitori adottivi devono in primo luogo rispondere ai requisiti previsti dall'art.6 della legge n.184/1983 e pertanto possono presentare la dichiarazione di disponibilità:
- le coppie coniugate;
- sposate al momento della dichiarazione di disponibilità (è computabile la precedente convivenza more uxorio per almeno tre anni se documentata);
- non aventi in corso o di fatto alcuna separazione;
- con una differenza massima entrambi di 45 anni (e minima di 18) con il figlio da adottare;
- in possesso delle capacità di educare, istruire e mantenere il figlio adottivo (requisiti che saranno oggetto dell'indagine dei Servizi territoriali, dopo il primo controllo da parte del Tribunale).
Qualora invece non vi sia stato niente da rilevare, entro 15 giorni dalla presentazione della dichiarazione di disponibilità, il giudice minorile trasmette la documentazione relativa alla coppia aspirante, ai servizi degli Enti locali.
Per adottare, qualche info di orientamento
Fonte: Commissione per le Adozioni Internazionali
I requisiti per l’adozione internazionale sono gli stessi che per l’adozione nazionale, e sono previsti dall’art. 6 della legge 184/83 (come modificata dalla legge 149/2001) che disciplina l’adozione e l’affidamento e che riteniamo utile riportare perché il suo contenuto interessa più di ogni altro le coppie.
Continua a leggere....
I requisiti per l’adozione internazionale sono gli stessi che per l’adozione nazionale, e sono previsti dall’art. 6 della legge 184/83 (come modificata dalla legge 149/2001) che disciplina l’adozione e l’affidamento e che riteniamo utile riportare perché il suo contenuto interessa più di ogni altro le coppie.
Continua a leggere....
Affido familiare, ecco il convegno della Caritas
Fonte: Comunicare il Sociale
Comunicare il Sociale, Ultime notizie sul sociale, il terzo settore online.
Affido familiare,ecco il convegno della Caritas
Comunicare il Sociale, Ultime notizie sul sociale, il terzo settore online.
Affido familiare,ecco il convegno della Caritas
MILANO. Aprire le porte di casa a un figlio che non è il proprio. Accudirlo, sanare le sue ferite. E poi riaccompagnarlo alla famiglia da cui proviene. Con quella famiglia, spesso, fare un pezzo di strada insieme. È l’affido familiare. A Milano sono 216 le famiglie che lo stanno sperimentando. Sono un numero importante. Ma non ancora sufficiente. Per promuovere l’affido familiare, Caritas Ambrosiana organizza sabato 2 febbraio il convegno “Fare affido a Milano oggi. Accoglienza, carità del quotidiano”. L’incontro si svolgerà a Milano in via P. da Palestrina 7 dalle ore 9 alle 13.
giovedì 31 gennaio 2013
A Novara il Centro per la Famiglia
Fonte: Comune di Novara
Sempre tanti progetti e tante nuove opportunità per le Famiglie di Novara si possono ora trovare anche sulla nuova pagina dedicata al Centro per le Famiglie all'interno del sito del Comune di Novara al seguente link: http://www.comune.novara.it/servizi/sociali/centroFamiglia/centroFamiglia.php .
Una pagina web più chiara e funzionale per facilitare la navigazione e l'informazione sulle diverse iniziative ed opportunità offerte dal Centro. Vi invitiamo ad aiutarci a migliorare il nostro lavoro che vuole sempre più essere al servizio di tutte le famiglie della città: per questo chi volesse scriverci può farlo nello spazio "Il Centro per le Famiglie che vuoi tu".
Info e contatti:
Sempre tanti progetti e tante nuove opportunità per le Famiglie di Novara si possono ora trovare anche sulla nuova pagina dedicata al Centro per le Famiglie all'interno del sito del Comune di Novara al seguente link: http://www.comune.novara.it/servizi/sociali/centroFamiglia/centroFamiglia.php .
Una pagina web più chiara e funzionale per facilitare la navigazione e l'informazione sulle diverse iniziative ed opportunità offerte dal Centro. Vi invitiamo ad aiutarci a migliorare il nostro lavoro che vuole sempre più essere al servizio di tutte le famiglie della città: per questo chi volesse scriverci può farlo nello spazio "Il Centro per le Famiglie che vuoi tu".
Info e contatti:
Centro per le Famiglie
Largo Don Minzoni 8, Novara
Tel. 0321/3703383
Mail: centro.famiglie@comune.novara.it
Largo Don Minzoni 8, Novara
Tel. 0321/3703383
Mail: centro.famiglie@comune.novara.it
Rassegna bibliografica 3/2012 - Nuove riflessioni sull'affido
Il percorso di lettura della Rassegna bibliografica 3/2012 propone una riflessione sull'affido familiare, un fenomeno in crescita nel nostro Paese. Le autrici, Ivana Comelli e Raffaella Iafrate, offrono una panoramica delle principali pubblicazioni nazionali sul tema, alla luce delle trasformazioni socioculturali che hanno riguardato l'Italia e dell'evoluzione normativa in materia.
L'analisi di Comelli e Iafrate, rispettivamente dottore di ricerca in psicologia sociale e dello sviluppo e professore associato di psicologia sociale all'Università Cattolica di Milano, parte proprio dal quadro normativo e si sofferma, subito dopo, sui diversi soggetti coinvolti (i minori, le famiglie naturali, le famiglie affidatarie, gli operatori dei servizi sociali) e sui temi chiave dell'affido, «segnalando l'importanza di mantenere una visione completa e complessa, che tenga cioè presente le voci di tutti gli attori in scena e le loro rappresentazioni di sé e degli altri, ma anche le situazioni concrete che si trovano a vivere con i loro limiti e le loro risorse».
Il percorso di lettura prosegue con la disamina di alcune tipologie particolari di affido, come l'affido di neonati, adolescenti e fratelli, e di quelle forme di accoglienza definite dalle autrici «nuove prospettive dell'affido presenti nella realtà italiana»: ad esempio, l'affido di famiglie ad altre famiglie; l'adozione mite, «sperimentazione nata per cercare di dare una regolarizzazione anche legislativa ai numerosi casi di minori in affido sine die, che si trovano in una situazione di “limbo normativo”» e l'affido omoculturale, ossia l'accoglienza dei minori in famiglie della loro stessa etnia.
Nell'ultima parte del contributo di Comelli e Iafrate, infine, si parla di alcuni volumi che riportano dei casi esemplificativi e delle storie di vita.
Oltre al percorso tematico il volume contiene segnalazioni e altre proposte di lettura, un focus internazionale e un percorso filmografico curato da Fabrizio Colamartino, critico cinematografico e consulente del Centro nazionale, che offre alcuni spunti di riflessione sulla rappresentazione dell'affido nei film e nei documentari. (bg)
mercoledì 30 gennaio 2013
Quali soluzioni per il futuro delle adozioni?
FONTE: Vita
Quali soluzioni per il futuro delle adozioni?
di Antonietta Nembri
Di fronte alla crisi delle adozioni internazionali, Aibi lancia la riforma della legge 184 per rendere efficace, efficiente e meno caro il sistema e far sì che sempre più bambini siano accolti in una famiglia
I dati parlano di un calo continuo e allo stesso tempo di costi sempre più alti. Protagoniste di questo andamento sono le adozioni internazionali
che tra il 2011 e il 2012 sono diminuite di circa il 23% passando da
oltre 4mila adozioni di due anni fa alle poco più di 3mila dello scorso
anno. Mentre il trend dei costi sostenuti dalle famiglie seguono un
andamento opposto. Nasce da qui e non solo la preoccupazione sul futuro dell’adozione internazionale manifestata da Marco Griffini, presidente di Aibi – Amici dei Bambini, che oggi ha aperto i lavori del convegno “Efficienza, efficacia e risparmio nel sistema delle adozioni internazionali. Quali possibilità?”.
«Sono preoccupato perché non vedo preoccupazione» ha denunciato Griffini, ricordando a diminuire sono anche le adozioni nazionali, quindi non si tratta solo di un problema economico «Ma se si continua con questo trend, se la progressione verso il basso va avanti nel 2020 possiamo dire addio alle adozioni internazionali» ha osservato con forza ricordando le stime di Unicef sui bambini abbandonati nel mondo: 168 milioni. C’è un problema culturale anche legato alle parole «quando utilizziamo il termine special needs rischiamo di creare un ghetto, abbiamo inventato un termine discriminatorio». E poi c’è quella che per Griffini è la vera cultura negativa che guarda alla coppia che desidera adottare: «si pensa che sia egoista, invece va pensata come una risorsa. Perché adottare è qualcosa di insito nella mia natura» ha detto con foga «Se c’è un bambino abbandonato è giusto che sia adottato per cui la coppia deve essere considerata una risorsa da accompagnare non da selezionare».
«Sono preoccupato perché non vedo preoccupazione» ha denunciato Griffini, ricordando a diminuire sono anche le adozioni nazionali, quindi non si tratta solo di un problema economico «Ma se si continua con questo trend, se la progressione verso il basso va avanti nel 2020 possiamo dire addio alle adozioni internazionali» ha osservato con forza ricordando le stime di Unicef sui bambini abbandonati nel mondo: 168 milioni. C’è un problema culturale anche legato alle parole «quando utilizziamo il termine special needs rischiamo di creare un ghetto, abbiamo inventato un termine discriminatorio». E poi c’è quella che per Griffini è la vera cultura negativa che guarda alla coppia che desidera adottare: «si pensa che sia egoista, invece va pensata come una risorsa. Perché adottare è qualcosa di insito nella mia natura» ha detto con foga «Se c’è un bambino abbandonato è giusto che sia adottato per cui la coppia deve essere considerata una risorsa da accompagnare non da selezionare».
Officina Famiglia - Dipartimento per le politiche della famiglia
Linee di Indirizzo per l’affidamento familiare
Linee di Indirizzo per l’affidamento familiare
Le Linee di indirizzo per l'affido, le prime
create in Italia, sono state presentate dal Ministro del
Lavoro e delle Politiche Sociali insieme all'indagine
realizzata dal Ministero stesso. Realizzate per tentare di dare un
impulso allo strumento dell'affidamento familiare e implementare la
legge 149, le Linee si inseriscono nel progetto nazionale "Un percorso nell'affido", attivato nel 2008
dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali in
collaborazione con il Coordinamento Nazionale Servizi Affido, il
Dipartimento per le Politiche della famiglia,la Conferenza delle
Regioni e Province autonome, l'UPI, l'ANCI e il Centro nazionale di
documentazione e analisi per l'infanzia e l'adolescenza.Il documento raccoglie i saperi e le esperienze dei territori, realizzando un serie di "raccomandazioni" unitarie che legano tutto il territorio nazionale in una rete di indicazioni.
I temi affrontati trattano in maniera trasversale l'organizzazione dei servizi, gli strumenti e i rapporti con l'autorità giudiziaria.
Dopo una breve introduzione e aver illustrato quali sono le idee di riferimento, la metodologia e il percorso, le Linee entrano nel dettaglio e spiegano i soggetti coinvolti e il contesto dell'affidamento familiare. Il secondo capitolo descrive invece le caratteristiche dell'istituto dell'affidamento familiare e le diverse tipologie di affido. L'ultima parte delle Linee illustra il percorso di affido partendo da azioni di contesto, promozione e informazione. Tre meccanismi strettamente collegati fra loro e fondamentali per muoversi all'interno della conoscenza del tema affrontato.
Avvenire: famiglia sotto assedio
Fonte: Avvenire
FAMIGLIA SOTTO ASSEDIO
«Crescere senza punti di riferimento dell'altro sesso è un limite»
Nuclei familiari formati da persone dello stesso sesso. Funziona?
«Molto spesso i bambini crescono in nuclei monoparentali, soprattutto formati da donne. Capita ed è capitato, per esempio quando gli uomini partivano e andavano a lavorare fuori dal paese, emigravano, e la madre doveva cercare l’appoggio e il sostengo di altre figure femminili», spiega la psicologa Maria Rita Parsi.
Ma avere due mamme o due papà non ha nessuna ripercussione sullo sviluppo del bambino?
Quello del padre e della madre sono ruoli di riferimento identitari. Ma non è solo questo il problema. Studi americani hanno dimostrato che chi cresce con sole donne o soli uomini non per questo diventa omosessuale. Per i bambini quel che vale è l’amore. Però è importante che le bambine trovino un punto di riferimento maschile e i maschietti uno femminile per sviluppare e indirizzare la loro ricerca di un partner quando saranno adulti. Crescere con genitori omosessuali senza avere punti di riferimento dell’altro sesso costituisce un limite.
«Molto spesso i bambini crescono in nuclei monoparentali, soprattutto formati da donne. Capita ed è capitato, per esempio quando gli uomini partivano e andavano a lavorare fuori dal paese, emigravano, e la madre doveva cercare l’appoggio e il sostengo di altre figure femminili», spiega la psicologa Maria Rita Parsi.
Ma avere due mamme o due papà non ha nessuna ripercussione sullo sviluppo del bambino?
Quello del padre e della madre sono ruoli di riferimento identitari. Ma non è solo questo il problema. Studi americani hanno dimostrato che chi cresce con sole donne o soli uomini non per questo diventa omosessuale. Per i bambini quel che vale è l’amore. Però è importante che le bambine trovino un punto di riferimento maschile e i maschietti uno femminile per sviluppare e indirizzare la loro ricerca di un partner quando saranno adulti. Crescere con genitori omosessuali senza avere punti di riferimento dell’altro sesso costituisce un limite.
martedì 29 gennaio 2013
No alle adozioni dei bambini grandi, la mia riflessione
No alle #Adozioni bambini grandi (!) http://t.co/xxQfdFm3
Tutti abbiamo il bisogno di appartenere a qualcuno, e possibilmente per sempre. Il progetto Adottivo consente questo, offre una seconda possibilità a chi la vita ha deciso di apportare un brutto scherzo, un brutto tiro mancino. Sfilarti da sotto la tua culla, farti annusare solo aromi sgradevoli di genitorialità inadeguate e a volte rinneganti la vita, la tua. Proprio.
L'Adozione non ha età, è un progetto che deve coinvolgere tutti i bambini, anche quelli grandi. Invece pare che questo progetto da una certa fascia in su li veda esclusi ma non dalle coppie, ma dai tribunali!
Crescere un figlio è un percorso difficile ma di crescita per tutti, genitori biologici e genitori adottivi, affidatari; come mamma adottiva di un figlio adottato a 7 anni posso dire che l'impegno di noi genitori verso il figlio è stato elevato, elevatissimo. Forte, duro, ma meraviglioso perché meravigliosa è la vita, con la sua luce e le sue tenebre, con le sue carezze e le sue botte; d'altra parte l'adozione si compie non solo tra figli/bambini e famiglie/coppie ma tramite qualcun altro, specialisti che operano affinché il bambino, non la coppia/famiglia, trovi, tramite loro, la migliore famiglia per lui, ma proprio per lui, solo per lui! una famiglia adatta solo a te e non a nessun altro!
Questo è un compito difficile! è un progetto troppo importante, delicatissimo, forse troppo duro, impegnativo, sensibile, ma chi opera in questo campo lo deve e lo può fare. Al meglio delle sue forze e competenze e in piena responsabilità.
Io chiedo, alla luce dei fallimenti adottivi o della difficoltà di valutare le adozioni dei bambini grandi, io chiedo a tutti gli operatori, Giudici dei Tribunali, fateci sapere come operate in relazione ai dossier che avete a disposizione, alle Relazioni Psicosociali che ricevete dal Servizi Sociali, ditemi, come abbinate una famiglia ad un minore in difficoltà? la vostra è una grande responsabilità, un fallimento adottivo non deve capitare e invece succede, io chiedo, perché? quanto vi ritenete responsabili di questo? riprendete in mano il dossier per riflettere sui due mondi che voi avete unito e che invece adeguati non lo erano? perché avete fatto quell'abbinamento? cosa è successo?
Quali strategie usate, quali sentimenti e ragioni vi guidano? perché scegliete la famiglia sbagliata per quel bimbo? quali approfondimenti, quali analisi, quali e quante cose valutate appartenente al mondo degli adulti? Quanto vi ritenete responsabili per primi di questi fallimenti adottivi?quali elementi correttivi in voi?
Devo aver frainteso, devo aver capito male un atteggiamento di un Giudice che per ovviare alle difficoltà 'scontate' di abbinamento con bambini grandi riconduceva quindi la cosa al non dare in adozione appunto i bambini grandi, a non essere d'accordo per aprire loro questa strada.
Mi è preso un colpo, devo aver capito male, e sono quindi in attesa di ricevere le dritte che mi rasserenano l'animo. Non posso aver sentito una semplificazione così banale del problema, non posso aver sentito che siccome non siamo capaci di fare il nostro lavoro allora io penalizzo qualcun'altro. Tutti abbiamo le nostre difficoltà lavorative, i problemi esistono ma lavorare nel sociale implica che devo in coscienza sapere di fare ogni giorno il mio lavoro per gli altri non al meglio ma all'ottimo, per te, che di me ti fidi.
Bambini, bambini grandi, bambini grandi senza una famiglia, non ci credete a questo pazzo mondo degli adulti. Credete solo che domani è un giorno migliore e che un pezzettino di felicità c'è anche per voi. Ci stiamo solo attrezzando.
Cristina
Tutti abbiamo il bisogno di appartenere a qualcuno, e possibilmente per sempre. Il progetto Adottivo consente questo, offre una seconda possibilità a chi la vita ha deciso di apportare un brutto scherzo, un brutto tiro mancino. Sfilarti da sotto la tua culla, farti annusare solo aromi sgradevoli di genitorialità inadeguate e a volte rinneganti la vita, la tua. Proprio.
L'Adozione non ha età, è un progetto che deve coinvolgere tutti i bambini, anche quelli grandi. Invece pare che questo progetto da una certa fascia in su li veda esclusi ma non dalle coppie, ma dai tribunali!
Crescere un figlio è un percorso difficile ma di crescita per tutti, genitori biologici e genitori adottivi, affidatari; come mamma adottiva di un figlio adottato a 7 anni posso dire che l'impegno di noi genitori verso il figlio è stato elevato, elevatissimo. Forte, duro, ma meraviglioso perché meravigliosa è la vita, con la sua luce e le sue tenebre, con le sue carezze e le sue botte; d'altra parte l'adozione si compie non solo tra figli/bambini e famiglie/coppie ma tramite qualcun altro, specialisti che operano affinché il bambino, non la coppia/famiglia, trovi, tramite loro, la migliore famiglia per lui, ma proprio per lui, solo per lui! una famiglia adatta solo a te e non a nessun altro!
Questo è un compito difficile! è un progetto troppo importante, delicatissimo, forse troppo duro, impegnativo, sensibile, ma chi opera in questo campo lo deve e lo può fare. Al meglio delle sue forze e competenze e in piena responsabilità.
Io chiedo, alla luce dei fallimenti adottivi o della difficoltà di valutare le adozioni dei bambini grandi, io chiedo a tutti gli operatori, Giudici dei Tribunali, fateci sapere come operate in relazione ai dossier che avete a disposizione, alle Relazioni Psicosociali che ricevete dal Servizi Sociali, ditemi, come abbinate una famiglia ad un minore in difficoltà? la vostra è una grande responsabilità, un fallimento adottivo non deve capitare e invece succede, io chiedo, perché? quanto vi ritenete responsabili di questo? riprendete in mano il dossier per riflettere sui due mondi che voi avete unito e che invece adeguati non lo erano? perché avete fatto quell'abbinamento? cosa è successo?
Quali strategie usate, quali sentimenti e ragioni vi guidano? perché scegliete la famiglia sbagliata per quel bimbo? quali approfondimenti, quali analisi, quali e quante cose valutate appartenente al mondo degli adulti? Quanto vi ritenete responsabili per primi di questi fallimenti adottivi?quali elementi correttivi in voi?
Devo aver frainteso, devo aver capito male un atteggiamento di un Giudice che per ovviare alle difficoltà 'scontate' di abbinamento con bambini grandi riconduceva quindi la cosa al non dare in adozione appunto i bambini grandi, a non essere d'accordo per aprire loro questa strada.
Mi è preso un colpo, devo aver capito male, e sono quindi in attesa di ricevere le dritte che mi rasserenano l'animo. Non posso aver sentito una semplificazione così banale del problema, non posso aver sentito che siccome non siamo capaci di fare il nostro lavoro allora io penalizzo qualcun'altro. Tutti abbiamo le nostre difficoltà lavorative, i problemi esistono ma lavorare nel sociale implica che devo in coscienza sapere di fare ogni giorno il mio lavoro per gli altri non al meglio ma all'ottimo, per te, che di me ti fidi.
Bambini, bambini grandi, bambini grandi senza una famiglia, non ci credete a questo pazzo mondo degli adulti. Credete solo che domani è un giorno migliore e che un pezzettino di felicità c'è anche per voi. Ci stiamo solo attrezzando.
Cristina
Iscriviti a:
Post (Atom)







