Un luogo di lettura, di incontro e di scambio attorno alle famiglie, ai figli e al cuore
martedì 16 luglio 2013
sabato 13 luglio 2013
lunedì 1 luglio 2013
Bando per l’assegnazione dei contributi per l’acquisto dei servizi per l’infanzia
Dal Centro per le Famiglie, che ringraziamo per l'avviso, riceviamo questo interessante comunicato:
COMUNICAZIONE ALLE FAMIGLIE
Sul sito dell’INPS (nelle news)
È stato pubblicato il Bando per l’assegnazione dei contributi per l’acquisto dei servizi per l’infanzia: Le lavoratrici possono richiedere un contributo economico utilizzabile alternativamente:
• per il servizio di baby-sitting;
• per far fronte agli oneri della frequenza all’asilo nido comunale o dei servizi privati accreditati
I contributi, ammontano ad 300,00 euro mensili e saranno erogati per un periodo massimo di sei mesi.
Sono ammesse alla presentazione della domanda:
• le madri, anche adottive o affidatarie, lavoratrici (dipendenti o iscritte alla gestione separata) che
siano ancora negli undici mesi successivi al termine del periodo di congedo di maternità obbligatorio;
• le lavoratrici (dipendenti o iscritte alla gestione separata) beneficiarie del diritto al congedo di maternità obbligatorio per le quali la data presunta del parto sia fissata entro quattro mesi dalla scadenza del bando. Sono ammesse alla presentazione della domanda anche le lavoratrici che abbiano già usufruito in parte del congedo parentale. In tal caso, il contributo potrà essere richiesto per un numero di mesi pari ai mesi di congedo parentale non ancora usufruiti, con conseguente riduzione di altrettante mensilità di congedo parentale; non è possibile richiedere il contributo oggetto del presente bando per frazioni di mese.
Possono presentare domanda di beneficio solamente le lavoratrici che appartengano alle categorie lavorative individuate dalla legge 28 giugno 2013, n.92, e dai successivi provvedimenti attuativi vigenti alla data di pubblicazione del presente bando.
La domanda dovrà essere presentata all’Inps per via telematica, accedendo al portale. La presentazione delle domande sarà consentita dalle ore 11,00 del giorno 1 luglio 2013 tramite PIN o attraverso il supporto dei patronati.fino al giorno 10 luglio 2013.
Vedi Bando sul sito INPS al seguente link:
http://www.inps.it
----------------------------
novara.it/servizi/sociali/ centroFamiglia/centroFamiglia. php
COMUNICAZIONE ALLE FAMIGLIE
Sul sito dell’INPS (nelle news)
È stato pubblicato il Bando per l’assegnazione dei contributi per l’acquisto dei servizi per l’infanzia: Le lavoratrici possono richiedere un contributo economico utilizzabile alternativamente:
• per il servizio di baby-sitting;
• per far fronte agli oneri della frequenza all’asilo nido comunale o dei servizi privati accreditati
I contributi, ammontano ad 300,00 euro mensili e saranno erogati per un periodo massimo di sei mesi.
Sono ammesse alla presentazione della domanda:
• le madri, anche adottive o affidatarie, lavoratrici (dipendenti o iscritte alla gestione separata) che
siano ancora negli undici mesi successivi al termine del periodo di congedo di maternità obbligatorio;
• le lavoratrici (dipendenti o iscritte alla gestione separata) beneficiarie del diritto al congedo di maternità obbligatorio per le quali la data presunta del parto sia fissata entro quattro mesi dalla scadenza del bando. Sono ammesse alla presentazione della domanda anche le lavoratrici che abbiano già usufruito in parte del congedo parentale. In tal caso, il contributo potrà essere richiesto per un numero di mesi pari ai mesi di congedo parentale non ancora usufruiti, con conseguente riduzione di altrettante mensilità di congedo parentale; non è possibile richiedere il contributo oggetto del presente bando per frazioni di mese.
Possono presentare domanda di beneficio solamente le lavoratrici che appartengano alle categorie lavorative individuate dalla legge 28 giugno 2013, n.92, e dai successivi provvedimenti attuativi vigenti alla data di pubblicazione del presente bando.
La domanda dovrà essere presentata all’Inps per via telematica, accedendo al portale. La presentazione delle domande sarà consentita dalle ore 11,00 del giorno 1 luglio 2013 tramite PIN o attraverso il supporto dei patronati.fino al giorno 10 luglio 2013.
Vedi Bando sul sito INPS al seguente link:
http://www.inps.it
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Centro per le Famiglie
Largo Don Minzoni 8, Novara
Tel. 0321/3703383
Info: http://www.comune.martedì 25 giugno 2013
sabato 22 giugno 2013
giovedì 20 giugno 2013
Solo un gradino
più in alto, un salto già fatto, una fatica già consumata, un già visto e capito. Lei è lì.
Ce l'ha fatta, lei. Ha capito, ha resistito, si è misurata con le sue forze e ha studiato l'altro, ovvero, noi, gli adulti. Ha fatto operazioni, conti, previsioni, è stata capace di capire come muoversi e se muoversi, se parlare, se tacere, se fermarsi e se e come accettare il dolore. Si è fatta domande e si è data risposte, e ce l'ha fatta. Una bimba che sopravvive diventa grande velocemente. Ora è su quel gradino in più e da lì prosegue la sua vita, di figlia.
Dall'adozione non se ne esce indenni. Nel senso che il progetto è di ampi e imperscrutabili confini, si accoglie una vita in attesa, ci si mette continuamente in discussione e poi via verso una vita da vivere con un libretto di istruzioni inutile e con una grande valigia piena di 'sentire', di 'empatia', e di voglia 'leggersi' vicendevolmente con fiducia.
Ma gli ostacoli dietro l'angolo, un angolo insospettato, senza luci, suolo umido, viscido e dal terreno sdrucciolevole non si sono fatti attendere, purtroppo mi hanno colto impreparata e ancora ora, io genitore, mi sto leccando le ferite.
Cristina
Ce l'ha fatta, lei. Ha capito, ha resistito, si è misurata con le sue forze e ha studiato l'altro, ovvero, noi, gli adulti. Ha fatto operazioni, conti, previsioni, è stata capace di capire come muoversi e se muoversi, se parlare, se tacere, se fermarsi e se e come accettare il dolore. Si è fatta domande e si è data risposte, e ce l'ha fatta. Una bimba che sopravvive diventa grande velocemente. Ora è su quel gradino in più e da lì prosegue la sua vita, di figlia.
Dall'adozione non se ne esce indenni. Nel senso che il progetto è di ampi e imperscrutabili confini, si accoglie una vita in attesa, ci si mette continuamente in discussione e poi via verso una vita da vivere con un libretto di istruzioni inutile e con una grande valigia piena di 'sentire', di 'empatia', e di voglia 'leggersi' vicendevolmente con fiducia.
Ma gli ostacoli dietro l'angolo, un angolo insospettato, senza luci, suolo umido, viscido e dal terreno sdrucciolevole non si sono fatti attendere, purtroppo mi hanno colto impreparata e ancora ora, io genitore, mi sto leccando le ferite.
Cristina
I Robinson - Una famiglia spaziale e i perché di mia figlia
I Robinson - Una famiglia spaziale
lungometraggio d'animazione Disney diretto da Stephen J, Anderson
---
Ieri sera la mia famiglia ha ri-visto questo film di animazione, mia figlia lo adora.
(Qui sotto riporto, dalla fonte di cineblog, la recensione, per chi non lo conoscesse e volesse approfondirne la trama).
A questo film noi attribuiamo un certo valore essendo un film che mia figlia 'usa' come chiave di 'auto-analisi' e di introspezione: per questo lo vede 'accompagnata' da noi, ma, non c'è dubbio, per lei è una sorta di 'specchio': ne ha bisogno, lo pretende, per il suo viaggio verso la comprensione della sua storia, del suo percorso personale.
E ogni volta che le scene, alcune scene, riscorrono davanti al suo presente il suo passato chiama, le domande rifioriscono, ristrutturandosi, proprio grazie alla sua capacità di sentire, vedere e rileggere un mondo a lei noto, il mondo dell'abbandono, visto e rivisto dai suoi quasi dieci anni e da una posizione di conferma, di certezza, di appartenenza, quella di figlia felice avente famiglia.
Ma c'è una scena precisa per la quale lei si prepara, si accomoda, si sistema, si dispone, entra in collegamento sottile, e dalla quale ieri, per la prima volta dopo i precedenti, ne è uscita visibilmente scossa; "mamma, ma Lewis dice che sta per compiere 12 anni e che non ha futuro, nessuno lo adotterà più. Mamma, ma come è possibile, perché?" "Vuoi dire che io ho rischiato di non avervi, di non avere mai una famiglia?" Mamma, mamma, ma perché? Perché?...
Mi sono ovviamente occupata di lei, contenendo e gestendo questa criticità, ma, per responsabilità sociale, oltreché in primis genitoriale, condivido e rivolgo a voi questa domanda, consapevole che mia figlia, suo malgrado, si è fatta portavoce del grande quesito di tutti i suoi coetanei, loro soli, che ogni giorno pongono questa domanda a se stessi. "Sono un bambino grande e nessuno mi adotterà più: perché"?
-------
Fonte: http://www.cineblog.it
Trama
Lewis, ragazzo prodigio con una smodata passione per ogni genere di marchingegni, spera di trovare la famiglia che non ha mai conosciuto. Ma il viaggio che si accinge ad affrontare lo condurrà in un luogo che nemmeno lui avrebbe mai immaginato, un luogo dove l’impossibile non esiste: il futuro.
Viaggiando nel tempo, Lewis incontra un ragazzo misterioso di nome Wilbur Robinson, che gli farà conoscere una famiglia diversa dalle altre: i futuristici e divertenti Robinson, che faranno scoprire a Lewis una serie di incredibili segreti che gli consentiranno di sfruttare le sue illimitate potenzialità.
Ma, nel frattempo, il giovane se la dovrà vedere anche con un perfido avversario: l’Uomo con la Bombetta, che sottrae a Lewis l’unico mezzo per tornare a casa.
Personaggi incredibili, colpi di scena a non finire, i classici cattivi e ogni sorta di trovata visiva…
Nel solco dell’apprezzata tradizione disneyana, I Robinson guarda all’affascinante mondo di domani, proponendo una storia sulla famiglia, sulla fiducia in se stessi e sulle infinite possibilità del futuro.
I Robinson è un film a misura di bambino, ricco di momenti emozionanti e di tanta azione. Un film a tratti tenero e toccante che riesce a narrare visivamente un fumettoso futuro in stile “I pronipoti” toccando tematiche di spessore come le difficoltà dell’infanzia, l’adozione e la famiglia.
lungometraggio d'animazione Disney diretto da Stephen J, Anderson
---
Ieri sera la mia famiglia ha ri-visto questo film di animazione, mia figlia lo adora.
(Qui sotto riporto, dalla fonte di cineblog, la recensione, per chi non lo conoscesse e volesse approfondirne la trama).
A questo film noi attribuiamo un certo valore essendo un film che mia figlia 'usa' come chiave di 'auto-analisi' e di introspezione: per questo lo vede 'accompagnata' da noi, ma, non c'è dubbio, per lei è una sorta di 'specchio': ne ha bisogno, lo pretende, per il suo viaggio verso la comprensione della sua storia, del suo percorso personale.
E ogni volta che le scene, alcune scene, riscorrono davanti al suo presente il suo passato chiama, le domande rifioriscono, ristrutturandosi, proprio grazie alla sua capacità di sentire, vedere e rileggere un mondo a lei noto, il mondo dell'abbandono, visto e rivisto dai suoi quasi dieci anni e da una posizione di conferma, di certezza, di appartenenza, quella di figlia felice avente famiglia.
Ma c'è una scena precisa per la quale lei si prepara, si accomoda, si sistema, si dispone, entra in collegamento sottile, e dalla quale ieri, per la prima volta dopo i precedenti, ne è uscita visibilmente scossa; "mamma, ma Lewis dice che sta per compiere 12 anni e che non ha futuro, nessuno lo adotterà più. Mamma, ma come è possibile, perché?" "Vuoi dire che io ho rischiato di non avervi, di non avere mai una famiglia?" Mamma, mamma, ma perché? Perché?...
Mi sono ovviamente occupata di lei, contenendo e gestendo questa criticità, ma, per responsabilità sociale, oltreché in primis genitoriale, condivido e rivolgo a voi questa domanda, consapevole che mia figlia, suo malgrado, si è fatta portavoce del grande quesito di tutti i suoi coetanei, loro soli, che ogni giorno pongono questa domanda a se stessi. "Sono un bambino grande e nessuno mi adotterà più: perché"?
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Fonte: http://www.cineblog.it
Trama
Lewis, ragazzo prodigio con una smodata passione per ogni genere di marchingegni, spera di trovare la famiglia che non ha mai conosciuto. Ma il viaggio che si accinge ad affrontare lo condurrà in un luogo che nemmeno lui avrebbe mai immaginato, un luogo dove l’impossibile non esiste: il futuro.
Viaggiando nel tempo, Lewis incontra un ragazzo misterioso di nome Wilbur Robinson, che gli farà conoscere una famiglia diversa dalle altre: i futuristici e divertenti Robinson, che faranno scoprire a Lewis una serie di incredibili segreti che gli consentiranno di sfruttare le sue illimitate potenzialità.
Ma, nel frattempo, il giovane se la dovrà vedere anche con un perfido avversario: l’Uomo con la Bombetta, che sottrae a Lewis l’unico mezzo per tornare a casa.
Personaggi incredibili, colpi di scena a non finire, i classici cattivi e ogni sorta di trovata visiva…
Nel solco dell’apprezzata tradizione disneyana, I Robinson guarda all’affascinante mondo di domani, proponendo una storia sulla famiglia, sulla fiducia in se stessi e sulle infinite possibilità del futuro.
I Robinson è un film a misura di bambino, ricco di momenti emozionanti e di tanta azione. Un film a tratti tenero e toccante che riesce a narrare visivamente un fumettoso futuro in stile “I pronipoti” toccando tematiche di spessore come le difficoltà dell’infanzia, l’adozione e la famiglia.
mercoledì 19 giugno 2013
lunedì 17 giugno 2013
Minori, ok il modello Genova in un anno 350 gli affidi
Minori, ok il modello Genova
in un anno 350 gli affidi
L'assessore al Sociale del Comune Paola Dameri presenterà il 20 giugno l'esperienza genovese in un incontro nazionale a Roma: importante l'affido "omoculturale" , con bimbi stranieri accolti in famiglie dello stesso paese d'origine
Il 'modello Genova' di affido familiare, che nel 2012 ha difeso i diritti dell'infanzia di più di 350 tra bambini e ragazzi, sarà protagonista il 20 giugno a Roma di un incontro nazionale alla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Lo ha annunciato l'assessore al Sociale del Comune Paola Dameri stamani a Palazzo Tursi a margine dei lavori di una commissione comunale."Genova da diversi anni è tra i Comuni con il maggior numero di affidi, ben 350 nel 2012", ha evidenziato Dameri. Giovani under 18 di nazionalità italiana o straniera, che si trovano in situazioni di instabilità familiare: violenze, detenzioni, tossicodipendenze, incuria e altro, che impongono l'allontanamento dalla famiglia naturale e l'affido ad un'altra.
"Il Comune di Genova ha attivato esperienze di affido familiare fin dal 1978, la prima legge nazionale sull'affido è del 1983 - ha ricordato la responsabile Affido e adozioni del Comune Liana Burlando - anche sviluppando modalità innovative: affido di neonati, di minori stranieri senza genitori in Italia, affido 'omoculturale', cioè con genitori affidatari della stessa nazionalità del minore"
L'esperienza genovese sarà al centro della giornata 'Applicazione e monitoraggio delle Linee di indirizzo per l'affidamento familiarè, subito dopo l'intervento del viceministro alle Politiche sociali Maria Cecilia Guerra, interverrà la dottoressa Liana Burlando per illustrare i risultati del progetto nazionale 'Un percorso nell'affidò.
Il Comune di Genova ha curato gli aspetti gestionali ed economici per l'attuazione del primo progetto nazionale sull'affidamento 'Un percorso nell'affidò sviluppatosi fra il 2008 e il 2012, nell'ambito del quale la cabina di regia ha elaborato le "Linee d'indirizzo nazionali per l'affidamento familiare".
venerdì 14 giugno 2013
Adozioni internazionali, Kyenge verso la delega?
fonte: VITA.IT
Adozioni internazionali, Kyenge verso la delega?
di Gabriella Meroni
Secondo voci insistenti, l'attuale ministra per l'Integrazione potrebbe ricevere da Letta la delega per le adozioni internazionali, e quindi la presidenza della Commissione. E intanto lei manda un messaggio "programmatico" a un ente autorizzato, in cui "apre" a diversi tipi di famiglia
Forse ci siamo. A 40 giorni dalla nascita del governo Letta, pare che stia per andare al proprio posto una delle caselle sociali più importanti: la delega per le adozioni internazionali. Palazzo
Chigi non ha infatti ancora deciso chi sarà dei ministri colui o colei
che sovrintenderà a questo fondamentale settore, nel governo precedente
appannaggio del ministro Riccardi ma ad oggi ancora senza "testa". Non
che sia l'unica delega sociale scoperta, anzi: le uniche competenze
finora assegnate sono state quella per il servizio civile, andata al
ministro Iosefa Idem, quella per la cooperazione internazionale, andata
al sottosegretario Lapo Pistelli e quella, tutta nuova, al gioco
d'azzardo. Niente di fatto per adozioni, appunto, famiglia, terzo
settore, politiche sociali, immigrazione, droga.
Ma da qualche tempo una voce circola insistente: la delega per le adozioni internazionali, che comporta anche la presidenza della Cai, la Commissione adozioni internazionali, potrebbe essere assegnata al ministro per l'Integrazione Cécile Kyenge. L'informazione non ha niente di ufficiale, ma tra gli enti autorizzati l'idea circola da un po' ed è stata suffragata lo scorso fine settimana da una mossa della stessa ministra, che ha inviato un messaggio in occasione della Festa delle Famiglie, l'annuale incontro organizzato dall'associazione Enzo B quale occasione di condivisione dell’esperienza di avvicinamento al ruolo genitoriale.
Impossibilitata a essere presente di persona, Kyenge ha voluto manifestare il proprio "apprezzamento per le attività svolte dall’Associazione la cui opera è accompagnare ed assistere la creazione di famiglie di molti tipi diversi”. Ma non si è limitata un messaggio di circostanza, tutt'altro: ha invece voluto esprimere il proprio punto di vista sull'adozione internazionale e sul suo significato: “Sappiamo che divenire madri e padri adottivi non è semplice, come non è mai semplice essere genitori e figli", ha scritto la ministra, "ma è vero che tale scelta richiede un po’ più di coraggio, di attenzione, di amore, di reciproco supporto. Ed è anche per questo che quella adottiva è una delle versione più belle di famiglia”.
Kyenge ha poi proseguito con un affondo sulla propria idea di famiglia, che pesca anche nelle radici africane della ministra, e getta anche un ponte verso diversi tipi di nucleo: "La parola famiglia ha ben più significati e varianti di quelli a cui si pensa abitualmente: può essere un gruppo sotituito da padre, mare e figli biologici, ma può essere un genitore solo con la sua prole o, come avviene talvolta - nel mio paese d'origine - una famiglia tanto allargata da confondersi con un villaggio; può essere una comunità protetta per donne in fuga, un vincolo tra persone che si sono scelte per condividere la sorte, un nucleo in cui gli adulti sono affidatari di bambini con una storia turbolenta; può essere infine una famiglia i cui figli sono nati altrove, che hanno una storia pregressa all'incontro con i loro nuovi genitori".
Il pensiero finale è rivolto ai genitori e ai bambini: “Auguro ai genitori, alle coppie che lo diventeranno, ai bambini e alle bambine adottati e a quelli che arriveranno, di godervi tutte le gioie e tutte le difficoltà di essere famiglia. E vi chiedo di testimoniare quanto i legami di affetto, ma anche di cittadinanza, generati dal vivere insieme, siano almeno tanto forti e saldi quanto i vincoli di sangue”.
Ma da qualche tempo una voce circola insistente: la delega per le adozioni internazionali, che comporta anche la presidenza della Cai, la Commissione adozioni internazionali, potrebbe essere assegnata al ministro per l'Integrazione Cécile Kyenge. L'informazione non ha niente di ufficiale, ma tra gli enti autorizzati l'idea circola da un po' ed è stata suffragata lo scorso fine settimana da una mossa della stessa ministra, che ha inviato un messaggio in occasione della Festa delle Famiglie, l'annuale incontro organizzato dall'associazione Enzo B quale occasione di condivisione dell’esperienza di avvicinamento al ruolo genitoriale.
Impossibilitata a essere presente di persona, Kyenge ha voluto manifestare il proprio "apprezzamento per le attività svolte dall’Associazione la cui opera è accompagnare ed assistere la creazione di famiglie di molti tipi diversi”. Ma non si è limitata un messaggio di circostanza, tutt'altro: ha invece voluto esprimere il proprio punto di vista sull'adozione internazionale e sul suo significato: “Sappiamo che divenire madri e padri adottivi non è semplice, come non è mai semplice essere genitori e figli", ha scritto la ministra, "ma è vero che tale scelta richiede un po’ più di coraggio, di attenzione, di amore, di reciproco supporto. Ed è anche per questo che quella adottiva è una delle versione più belle di famiglia”.
Kyenge ha poi proseguito con un affondo sulla propria idea di famiglia, che pesca anche nelle radici africane della ministra, e getta anche un ponte verso diversi tipi di nucleo: "La parola famiglia ha ben più significati e varianti di quelli a cui si pensa abitualmente: può essere un gruppo sotituito da padre, mare e figli biologici, ma può essere un genitore solo con la sua prole o, come avviene talvolta - nel mio paese d'origine - una famiglia tanto allargata da confondersi con un villaggio; può essere una comunità protetta per donne in fuga, un vincolo tra persone che si sono scelte per condividere la sorte, un nucleo in cui gli adulti sono affidatari di bambini con una storia turbolenta; può essere infine una famiglia i cui figli sono nati altrove, che hanno una storia pregressa all'incontro con i loro nuovi genitori".
Il pensiero finale è rivolto ai genitori e ai bambini: “Auguro ai genitori, alle coppie che lo diventeranno, ai bambini e alle bambine adottati e a quelli che arriveranno, di godervi tutte le gioie e tutte le difficoltà di essere famiglia. E vi chiedo di testimoniare quanto i legami di affetto, ma anche di cittadinanza, generati dal vivere insieme, siano almeno tanto forti e saldi quanto i vincoli di sangue”.
Donare il Sangue a Novara, ecco tutte le info!
Siete in salute? Vi sentite in forma? È il momento di
donare il vostro sangue, un gesto che
può davvero salvare o aiutare una vita. Telefonate alla segreteria al numero 0321628353 oppure
prenotatevi direttamente dal sito.
RACCOLTE DI SANGUE (Orario 8 - 10.30) gurada qui dove puoi donare e quando: dove?
mercoledì 5 giugno 2013
L’incubo dei genitori “da condominio”
fonte: http://27esimaora.corriere.it
L’incubo dei genitori “da condominio”
Effettivamente chi non ha mai attraversato il magico mondo delle mamme (o dei papà) delle classi a scuola, non può capire di che universo si tratta. Come sempre al mondo, ci vuole fortuna: ci sono classi dove per incanto si incontrano mamme e papà deliziosi, e classi dove si miscelano personaggi odiosi. Per fortuna di solito è una via di mezzo: ci sono un po’ di genitori simpatici, un po’ antipatici. Ognuno sceglie con chi legare e buonanotte, direte voi.
Invece no. Perchè le mamme perfettine, petulanti, nevrotiche, ossessive, gatte morte, sfinenti o i papà saputelli, supermammi, prepotenti, invadenti comunque dilagano. E se anche tu non vuoi aver a che fare con loro, loro vogliono avere a che fare con te. Nel senso che vogliono accalappiarti nella loro rete. Per spiegarti la vita, per portarti dalla loro parte, per comunicarti un po’ delle loro ansie, per coinvolgerti in polemiche pretestuose contro maestre, preside, mensa e istituzioni di vario genere. Il tutto ovviamente in nome dei bambini, “del futuro dei nostri figli”, della “tutela dei piccoli”, eccetera, eccetera, eccetera.
Va da sè che se non condividi ansie e proteste sei una mamma degenere cui non importa della felicità dei figli. Ovviamente a nessuno di questi personaggi viene in mente, nemmeno per un secondo, che queste attenzioni eccessive, queste preoccupazioni ossessive non sono amore verso i bambini, ma fragilità personali, nevrosi dell’anima. Ed è davvero impossibile comunicare con loro. Per chi non ha figli, dico: avete presente le riunioni di condominio dove, come è noto, ciascuno dà il peggio di sé, discutendo per ore sul colore della vernice da usare per le cantine? Ecco, una cosa del genere.
Tanto può essere meraviglioso trovare genitori con cui solidarizzare, tanto può essere faticoso trovarne altri che ti complicano la vita. E che non riesci ad arginare. Il problema è che provare a parlare e a far capire che stanno esagerando, che la scuola perfetta non esiste, che bisogna fidarsi delle insegnanti (salvo episodi gravi), non serve assolutamente a nulla. È una guerra persa in partenza.
Qualcuno ha idea di come salvarsi?
L’incubo dei genitori “da condominio”
Effettivamente chi non ha mai attraversato il magico mondo delle mamme (o dei papà) delle classi a scuola, non può capire di che universo si tratta. Come sempre al mondo, ci vuole fortuna: ci sono classi dove per incanto si incontrano mamme e papà deliziosi, e classi dove si miscelano personaggi odiosi. Per fortuna di solito è una via di mezzo: ci sono un po’ di genitori simpatici, un po’ antipatici. Ognuno sceglie con chi legare e buonanotte, direte voi.
Invece no. Perchè le mamme perfettine, petulanti, nevrotiche, ossessive, gatte morte, sfinenti o i papà saputelli, supermammi, prepotenti, invadenti comunque dilagano. E se anche tu non vuoi aver a che fare con loro, loro vogliono avere a che fare con te. Nel senso che vogliono accalappiarti nella loro rete. Per spiegarti la vita, per portarti dalla loro parte, per comunicarti un po’ delle loro ansie, per coinvolgerti in polemiche pretestuose contro maestre, preside, mensa e istituzioni di vario genere. Il tutto ovviamente in nome dei bambini, “del futuro dei nostri figli”, della “tutela dei piccoli”, eccetera, eccetera, eccetera.
Va da sè che se non condividi ansie e proteste sei una mamma degenere cui non importa della felicità dei figli. Ovviamente a nessuno di questi personaggi viene in mente, nemmeno per un secondo, che queste attenzioni eccessive, queste preoccupazioni ossessive non sono amore verso i bambini, ma fragilità personali, nevrosi dell’anima. Ed è davvero impossibile comunicare con loro. Per chi non ha figli, dico: avete presente le riunioni di condominio dove, come è noto, ciascuno dà il peggio di sé, discutendo per ore sul colore della vernice da usare per le cantine? Ecco, una cosa del genere.
Tanto può essere meraviglioso trovare genitori con cui solidarizzare, tanto può essere faticoso trovarne altri che ti complicano la vita. E che non riesci ad arginare. Il problema è che provare a parlare e a far capire che stanno esagerando, che la scuola perfetta non esiste, che bisogna fidarsi delle insegnanti (salvo episodi gravi), non serve assolutamente a nulla. È una guerra persa in partenza.
Qualcuno ha idea di come salvarsi?
martedì 4 giugno 2013
venerdì 31 maggio 2013
“La mia famiglia è in difficoltà. Mi presti la tua?” Servono 150 famiglie per l’affido
fonte: http://www.vssplive.it/
L’affidamento a Torino è possibile dal 1976. Attualmente sono circa 750 i ragazzi che a Torino sono in affido presso famiglie affidatarie.
Casa dell’Affidamento, progetto del Comune di Torino lancia una pressante richiesta: servono 150 famiglie per ospitare altrettanti minori per cui è stato predisposto l’allontanamento giuridico o consensuale dai genitori. L’alternativa è la comunità.
Diversamente dall’adozione, l’affido è una forma di accoglienza temporanea, indirizzata verso quei bambini e ragazzi che si trovano momentaneamente privi di un ambiente familiare idoneo.
Consensuale o giudiziario, l’affidamento è previsto sia presso nuclei famigliari, sia presso singoli individui, che abbiano disponibilità e idoneità per accogliere in casa propria un minore, così da offrirgli un ambiente famigliare adeguato per un periodo di tempo più o meno lungo (max 24 mesi).
L’affido è previsto per bambini e ragazzi da 0 a 17 anni appartenenti a famiglie in difficoltà con uno o entrambi i genitori che non possono offrire loro tutto ciò di cui hanno bisogno per crescere. È una forma di accoglienza per accompagnare il bambino o ragazzo nella vita di tutti i giorni, nel rispetto della sua storia personale, investendo affetto e senza pregiudizi.
Al giorno d’oggi esistono due modalità d’affido: quello residenziale, per bambini e ragazzi che hanno bisogno di una famiglia e una casa in cui vivere notte e giorno, e quello diurno, che prevede il sostegno solo di alcune ore durante la giornata. La famiglia affidataria accoglie il minore per un periodo di tempo concordato che può eventualmente prolungarsi a seguito delle disposizioni delle parti interessate. I Servizi Sociali affiancano la famiglia affidataria durante tutto il periodo supportando e consigliando in scelte e decisioni. Tra le modalità di supporto alla famiglia affidataria sono previsti anche un rimborso spese mensile e un’assicurazione per tutelare famiglie e bambini da eventuali rischi.
Tutte le famiglie, coppie o singole persone, che si sentono disponibili a questa esperienza e che possiedono nella propria casa lo spazio per accogliere un’altra persona, possono diventare affidatari. Non esiste la famiglia affidataria ideale, ma occorre avere tante disponibilità differenziate: ogni bambino ha, infatti, esigenze differenti e occorre valutare l’impegno, le disponibilità e le risorse dell’affidatario.
La Casa dell’Affidamento di Torino offre quest’opportunità mettendo a disposizione delle persone e delle famiglie disponibili all’affidamento informazioni, incontri specifici e percorsi di formazione, oltre a fornire i contatti con le Associazioni e i Gruppi di auto-mutuo aiuto presenti sul territorio.
La Casa dell’Affidamento è in via San Domenico, 28 a Torino. Per avere maggiori informazioni è possibile chiamare il numero verde 800 254 444 oppure mandare una mail a casa.affido@comune.torino.it o visitare la pagina dedicata www.comune.torino.it/casaffido.
L’affidamento a Torino è possibile dal 1976. Attualmente sono circa 750 i ragazzi che a Torino sono in affido presso famiglie affidatarie.
Casa dell’Affidamento, progetto del Comune di Torino lancia una pressante richiesta: servono 150 famiglie per ospitare altrettanti minori per cui è stato predisposto l’allontanamento giuridico o consensuale dai genitori. L’alternativa è la comunità.
Diversamente dall’adozione, l’affido è una forma di accoglienza temporanea, indirizzata verso quei bambini e ragazzi che si trovano momentaneamente privi di un ambiente familiare idoneo.
Consensuale o giudiziario, l’affidamento è previsto sia presso nuclei famigliari, sia presso singoli individui, che abbiano disponibilità e idoneità per accogliere in casa propria un minore, così da offrirgli un ambiente famigliare adeguato per un periodo di tempo più o meno lungo (max 24 mesi).
L’affido è previsto per bambini e ragazzi da 0 a 17 anni appartenenti a famiglie in difficoltà con uno o entrambi i genitori che non possono offrire loro tutto ciò di cui hanno bisogno per crescere. È una forma di accoglienza per accompagnare il bambino o ragazzo nella vita di tutti i giorni, nel rispetto della sua storia personale, investendo affetto e senza pregiudizi.
Al giorno d’oggi esistono due modalità d’affido: quello residenziale, per bambini e ragazzi che hanno bisogno di una famiglia e una casa in cui vivere notte e giorno, e quello diurno, che prevede il sostegno solo di alcune ore durante la giornata. La famiglia affidataria accoglie il minore per un periodo di tempo concordato che può eventualmente prolungarsi a seguito delle disposizioni delle parti interessate. I Servizi Sociali affiancano la famiglia affidataria durante tutto il periodo supportando e consigliando in scelte e decisioni. Tra le modalità di supporto alla famiglia affidataria sono previsti anche un rimborso spese mensile e un’assicurazione per tutelare famiglie e bambini da eventuali rischi.
Tutte le famiglie, coppie o singole persone, che si sentono disponibili a questa esperienza e che possiedono nella propria casa lo spazio per accogliere un’altra persona, possono diventare affidatari. Non esiste la famiglia affidataria ideale, ma occorre avere tante disponibilità differenziate: ogni bambino ha, infatti, esigenze differenti e occorre valutare l’impegno, le disponibilità e le risorse dell’affidatario.
La Casa dell’Affidamento di Torino offre quest’opportunità mettendo a disposizione delle persone e delle famiglie disponibili all’affidamento informazioni, incontri specifici e percorsi di formazione, oltre a fornire i contatti con le Associazioni e i Gruppi di auto-mutuo aiuto presenti sul territorio.
La Casa dell’Affidamento è in via San Domenico, 28 a Torino. Per avere maggiori informazioni è possibile chiamare il numero verde 800 254 444 oppure mandare una mail a casa.affido@comune.torino.it o visitare la pagina dedicata www.comune.torino.it/casaffido.
Adozioni in Colombia, aggiornamenti
Modulo Noticias
La Colombia sospende temporaneamente le nuove richieste di adozione da parte delle famiglie straniere per adottare bambini fino ai 6 anni di età.
La Colombia sospende temporaneamente le nuove richieste di adozione da parte delle famiglie straniere per adottare bambini fino ai 6 anni di età.
martedì 28 maggio 2013
lunedì 20 maggio 2013
La Cai cambia sede e lascia largo Chigi
fonte: http://www.vita.it/
adozioni internazionali
Da oggi la Cai è “decentrata"
di Sara De Carli
La Cai cambia sede e lascia largo Chigi. Un allontanamento fisico che - speriamo - non sia indice anche di un allontanamento di attenzione
Presidenza del Consiglio, addio. Da oggi la Commissione per le Adozioni
Internazionali lascia Largo Chigi, 19 dove ha sempre avuto sede. Gli
uffici della CAI sono stati trasferiti in Via di Villa Ruffo, 6 nel
palazzo dove ha sede il Cnel. Sono solamente tre chilometri di
distanza, che però hanno un sapore amaro: l’allontanamento fisico dalla
Presidenza del Consiglio suona fin troppo facilmente come una metafora
di un allontanamento di attenzione, cura, preoccupazione per il tema
stesso. In un momento, per giunta, in cui le adozioni
internazionali sono in grande crisi e ci sarebbe bisogno di un di più di
politica a loro supporto.
Un segnale un po' inquietante, che va ad aggiungersi al ritardo sul nome di chi sarà il nuovo presidente della Cai, di chi cioè avrà la delega alle adozioni internazionali: di questa delega, come di quella alla famiglia o alla cooperazione internazionale a quattro settimane abbondanti dalla nascita del Governo Letta non si sa ancora nulla. Storicamente la delega alle adozioni è stata sempre data a un sottosegretario incardinato presso la Presidenza del Consiglio, tranne quando ci fun un Ministro della Famiglia, con Rosy Bindi.
Un segnale un po' inquietante, che va ad aggiungersi al ritardo sul nome di chi sarà il nuovo presidente della Cai, di chi cioè avrà la delega alle adozioni internazionali: di questa delega, come di quella alla famiglia o alla cooperazione internazionale a quattro settimane abbondanti dalla nascita del Governo Letta non si sa ancora nulla. Storicamente la delega alle adozioni è stata sempre data a un sottosegretario incardinato presso la Presidenza del Consiglio, tranne quando ci fun un Ministro della Famiglia, con Rosy Bindi.
venerdì 17 maggio 2013
giovedì 16 maggio 2013
Lotta allo spreco e consumo consapevole
"Raccolta di abiti usati per bambini e accessori per la prima infanzia" promossa in collaborazione con il Progetto Serafino e la Caritas Diocesana.
martedì: 9.00 - 13.00
giovedì: 9.00 - 13.00 e 14.30 - 17.30
Chiunque avesse abiti usati in buone condizioni per
bambini e bambine dai 0 ai 12 anni o accessori per la prima infanzia
(seggioloni, passeggini, carrozzine, lettini, fasciatoi, giochi, ecc...)
può portarli al Centro per le Famiglie in largo Don Minzoni 8,
sabato 18 maggio dalle 9.30 alle 12.30.
sabato 18 maggio dalle 9.30 alle 12.30.
Nei mesi estivi e a settembre proseguirà un'altra
raccolta di materiale scolastico usato e nuovo, come già proposta lo
scorso anno e della quale vi faremo presto sapere.
Queste iniziative si inseriscono nel programma di "Lotta allo spreco e
consumo consapevole" che il Centro sta attuando con altre associazioni
della città come forma di sostegno e aiuto per tante famiglie in
difficoltà.
informazioni complete su:
Centro per le Famiglie
L.go Don Minzoni, 8 - Novara
Tel: 0321.3703383
e-mail: centro.famiglie@comune.novara.it
Il Servizio è aperto al pubblico nei seguenti giorni:L.go Don Minzoni, 8 - Novara
Tel: 0321.3703383
e-mail: centro.famiglie@comune.novara.it
martedì: 9.00 - 13.00
giovedì: 9.00 - 13.00 e 14.30 - 17.30
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