
Proseguono fortunatamente le prese di posizione degli esperti circa l’argomento caldo del momento, ovvero l’adozione per persone dello stesso sesso. Il
pregio di questi professionisti è quello di concentrarsi sul benessere
del bambino, al posto dell’inesistente diritto alla genitorialità della
coppie omosessuali, escluse dalla natura stessa alla procreazione.
Così la psicologa Maria Rita Parsi, fondatrice dell’associazione ”Movimento Bambino”, ha spiegato: «Per i bambini quel che vale è l’amore. Però è importante che le bambine trovino un punto di riferimento maschile e i maschietti uno femminile
per sviluppare e indirizzare la loro ricerca di un partner quando
saranno adulti. Crescere con genitori omosessuali senza avere punti di
riferimento dell’altro sesso costituisce un limite».
Chi è a favore dell’adozione per le coppie omosessuali intende
volontariamente mettere il bambino in una condizione di svantaggio. Ha
poi proseguito la psicologa: «cure e amore non sono patrimonio esclusivo delle coppie etero. Vero è, però, che quando si arriva alla fase del complesso edipico è importante avere
una doppia realtà di riferimento, maschio e femmina. È fondamentale per
sviluppare il cervello e la personalità. Perché i bambini abbiano uno sviluppo pieno e completo,
i modelli di riferimento devono essere maschili e femminili. E non
devono essere necessariamente il papà o la mamma, possono venir
individuate figure esterne alla coppia. Ci tengo però a precisare una
cosa. Il rapporto fondamentale e primario resta quello
con la madre. Un rapporto prioritario che comincia nella vita prenatale,
che è determinante al momento del parto, fondamentale nei primi attimi e
nelle prime settimane di vita. Talmente importante ed essenziale che
non può essere sostituito da nessun altro». La madre è fondamentale, ma numerosi studi mostrano anche l’insostuibilità della figura paterna per un corretto sviluppo del bambino.