Un luogo di lettura, di incontro e di scambio attorno alle famiglie, ai figli e al cuore
lunedì 25 marzo 2013
domenica 24 marzo 2013
Incontri organizzati dall'Agenzia regionale per le Adozioni
l'ARAI-Regione Piemonte, come lo scorso anno, organizza una serie di incontri a tema rivolti ai genitori adottivi.
L'iniziativa è aperta a tutti coloro che sono diventati genitori attraverso un'adozione nazionale o internazionale indipendentemente dall'Ente con cui hanno finalizzato l'adozione; l'apertura degli incontri a tutte le famiglie, e non solo a quelle dell'Agenzia, ha rappresentato negli anni passati un importante arricchimento.
Il tema scelto come "filo conduttore" per gli incontri calendarizzati sarà: l'"UniVERSO famigliare". Si tratterà di un percorso, articolato attraverso tre incontri che consentiranno di confrontarsi e di esplorare il legame materno, paterno e la fratrie.
Gli incontri si terranno presso la sede della Fondazione Paideia, in via San Francesco d'Assisi 42/g, Torino; per maggiori informazioni si può contattare l'ARAI-Regione Piemonte telefonando al numero 011.4320777 o inviando una e-mail all'indirizzo di posta elettronica: segreteria@arai.piemonte.it. Per motivi organizzativi è gradita l'iscrizione.
http://www.arai.piemonte.it/cms/
L'iniziativa è aperta a tutti coloro che sono diventati genitori attraverso un'adozione nazionale o internazionale indipendentemente dall'Ente con cui hanno finalizzato l'adozione; l'apertura degli incontri a tutte le famiglie, e non solo a quelle dell'Agenzia, ha rappresentato negli anni passati un importante arricchimento.
Il tema scelto come "filo conduttore" per gli incontri calendarizzati sarà: l'"UniVERSO famigliare". Si tratterà di un percorso, articolato attraverso tre incontri che consentiranno di confrontarsi e di esplorare il legame materno, paterno e la fratrie.
Gli incontri si terranno presso la sede della Fondazione Paideia, in via San Francesco d'Assisi 42/g, Torino; per maggiori informazioni si può contattare l'ARAI-Regione Piemonte telefonando al numero 011.4320777 o inviando una e-mail all'indirizzo di posta elettronica: segreteria@arai.piemonte.it. Per motivi organizzativi è gradita l'iscrizione.
http://www.arai.piemonte.it/cms/
giovedì 21 marzo 2013
BAMBINI COLOMBIANI in VACANZA IN UNA VERA FAMIGLIA !
DIAMO L'OPPORTUNITA' A DEI BAMBINI COLOMBIANI DI PASSARE UNA VACANZA IN UNA VERA FAMIGLIA !
fonte: www.lamaloca.it
L'obiettivo è dare un'opportunità a uno o più bambini Colombiani in stato di abbandono di trascorrere un periodo di vacanza nel nostro Paese, in una famiglia disposta ad accoglierli, con la possibilità che questo si trasformi in qualcosa di più importante e duraturo per entrambi. L'invito è rivolto a famiglie italiane in possesso di Decreto di idoneità all'adozione internazionale, sia che abbiano presentato richiesta di adozione in Colombia, sia che non abbiano ancora sviluppato percorsi adottivi in nessun Paese. Il periodo dei minori in Italia dovrebbe essere dal 9 al 27 Dicembre 2013 Chi voglia richiedere informazioni dettagliate o conosca famiglie che possano essere interessate al progetto, in tempi abbastanza solleciti è pregato di mettersi in contatto con segreteria Maloca nei recapiti sotto e inseriti nel depliant allegato. prosegui qui leggi
fonte: www.lamaloca.it
L'obiettivo è dare un'opportunità a uno o più bambini Colombiani in stato di abbandono di trascorrere un periodo di vacanza nel nostro Paese, in una famiglia disposta ad accoglierli, con la possibilità che questo si trasformi in qualcosa di più importante e duraturo per entrambi. L'invito è rivolto a famiglie italiane in possesso di Decreto di idoneità all'adozione internazionale, sia che abbiano presentato richiesta di adozione in Colombia, sia che non abbiano ancora sviluppato percorsi adottivi in nessun Paese. Il periodo dei minori in Italia dovrebbe essere dal 9 al 27 Dicembre 2013 Chi voglia richiedere informazioni dettagliate o conosca famiglie che possano essere interessate al progetto, in tempi abbastanza solleciti è pregato di mettersi in contatto con segreteria Maloca nei recapiti sotto e inseriti nel depliant allegato. prosegui qui leggi
martedì 19 marzo 2013
La Festa del Papà
Fonte: http://www.movimentobambino.org/
«Papà, sai perché ti voglio bene? Perché tu vuoi bene a me». In occasione della festa del papà fioriscono su Internet lettere e poesie di bambini. Tenerezze che vanno oltre il consumismo diffuso della ricorrenza e invitano a riflettere sul significato della figura paterna. Soprattutto dopo che, negli ultimi anni, è stata rifiutata come simbolo di autorità.
Chi è il papà di oggi? L’uomo che cambia i pannolini, provvede economicamente e trova il tempo per giocare con suo figlio? Molto di più. É lui che rompe la simbiosi tra la madre e il bambino e crea un ponte con il mondo. Già da neonato, quando lo accoglie fra le braccia e lo pone sul petto della madre. Il papà è l’altro odore della vita. E a tre anni, quando si sviluppa il complesso edipico, per i maschi diventa la figura in cui identificarsi, per le femmine un innamoramento che prepara ad altri amori. È con lui che il bambino comincia il rapporto con l’altro da sé. Il papà rappresenta il mondo esterno e insegna le regole per orientarsi. Con esempi d’amore, tutela e coraggio per affrontare le sfide e superare le difficoltà. «Papà mi proteggi?», «Papà mi guidi?», «Papà ci sei?».
Crescendo ogni ragazzino lo vive come un modello per riconoscere altre figure guida, gli insegnanti per esempio. E da grande cercherà la stessa autorevolezza in tutte le persone con cui entrerà in contatto. Certo, queste cose le insegna anche la mamma, ma lei si muove nel microcosmo familiare, il papà pilota suo figlio nel macrocosmo sociale. Un compito importantissimo. La festa del 19 marzo celebriamola con consapevolezza. A rileggerle, le parole che ho citato all’inizio esprimono anche gratitudine e ammirazione. Perché l’autorità vera è quella del cuore.
La Fondazione Movimento Bambino, chi è: leggi qui
La Fondazione Movimento Bambino ha lo scopo primario di aiutare a diffondere e sviluppare la Cultura dell’Infanzia e dell’Adolescenza, cioè far rispettare le necessità e i diritti dei bambini e degli adolescenti dando loro, eventualmente, accoglienza, così come sancito dalla Convenzione internazionale ONU del 1989.
continua a leggere
martedì 12 marzo 2013
FaesBook: Educare all'amore
FaesBook: Educare all'amore: di Michael Dall’Agnello La scuola propone spesso ai nostri figli corsi di educazione sessuale, e noi, come genitori, ci domandi...
lunedì 11 marzo 2013
Affido part-time Metti un bimbo nel weekend
fonte: http://archiviostorico.corriere.it
Genitori e figli. Il Comune rilancia l'aiuto per i minori
Affido part-time Metti un bimbo nel weekend
Le nuove forme flessibili di sostegno «Siamo tutti una risorsa, ad ogni età»
di Andreis Elisabetta
Gli altri, troppi, restano in comunità o con genitori naturali che non riescono ad occuparsi di loro.
Cosa frena nell'accogliere temporaneamente un bambino in casa?
Perché le porte aperte, di fronte al bisogno, non sono molte di più?
«Forse le famiglie pensano di rimanere sole durante l'affido, ma non è così: abbiamo rilanciato il servizio e oltre al contributo economico, offriamo formazione e supporto psicologico costante in rete con le realtà non profit», spiega l'assessore alle Politiche sociali Pierfrancesco Majorino.
«Sono una risorsa non solo le famiglie con o senza figli ma anche pensionati e single, è bene ribadirlo. Di caso in caso viene scelto il contesto più idoneo per il minore», fa eco Beatrice Fassati di Fondazione Cariplo che in tema ha finanziato diversi progetti.
E Matteo Zappa, della Caritas: «Ci sono tante forme di affido. Il tradizionale tempo pieno è indispensabile per l'emergenza più grossa, ma si può offrire aiuto anche con un impegno più limitato».
Alcuni bambini, spiega, non sono pronti per entrare in una famiglia diversa da quella naturale sostenendo in parallelo due legami così forti: per loro è meglio un'accoglienza parziale. «In questi casi la disponibilità dei "genitori solidali" è per il week end, le vacanze o certi giorni della settimana. L'importante è la garanzia di continuità nel periodo concordato che, per il 60% delle storie, finisce entro i due anni».
Il rapporto con i «veri» genitori L'affido part time è più leggero di quello tradizionale? In termini pratici sì, ma emotivamente dipende, dice Chiara Lupo, psicoterapeuta: «Il rapporto con i genitori naturali in questo caso è molto stretto, è come avere in affido il minore e anche un po' la sua famiglia».
Cruciale è non porsi mai in contrapposizione, «semmai in aggiunta: perché anche l'altro modello educativo è molto presente».
In altre parole occorre tenere bene a mente che il mandato è aiutare il figlio a ricucire il suo rapporto con i genitori valorizzandoli nel loro ruolo e «in quel poco che possono e vogliono dare». Non che sia facile però, come testimonia Antonella Pagani, tre figli dai 14 anni ai 7 e, nei week end, due gemelle di 2 anni: «Talvolta la mamma naturale si mostra irritata invece che contenta per le cure riservate alle sue bimbe in affido. Altre volte davanti alle sue incursioni non programmate c'è stato bisogno di ribadire, con l'aiuto dell'assistente sociale, che pur volendo essere flessibili la nostra organizzazione familiare non ci consente di fare molto di più di quanto concordato all'inizio».
Sottolinea per contro le opportunità Mariella Rizzi, tre figli dai 5 anni agli 11, una bimba di 9 in affido e l'idea di provare in futuro con la formula part time: «La stretta interazione con i genitori naturali è una sfida, non mi spaventa.
L'obiettivo? Creare complicità, arrivare a considerarsi come facce della stessa squadra, senza sterili gelosie. Chi comincia non smette. Se chiedete alle famiglie affidatarie perché hanno fatto questa scelta ognuna vi risponderà in modo diverso. Una cosa però è comune a molte: non si fermano alla prima esperienza. Massimo ed Enrica Pini, cinquant'anni, sposati da 25 e senza figli, sono alla loro «quarta volta». «Gli altri sono stati affidi tradizionali, tutti adolescenti con una fatica enorme nel rispetto delle regole. Lì per lì ti senti un fallito ma nel lungo periodo, se il rapporto resiste, vedi che la micro-disciplina respirata a casa li ha fatti crescere. E questo ti ripaga di tutto». Adesso con loro c'è Anita, solo nei week end: «È tutto più leggero.
E i servizi sociali, grazie alla collaborazione delle Onlus, danno molto più sostegno rispetto ad una volta». Rincara Marilia Botti, 5 figli più altri 8 avuti in affido nel corso degli anni: «È un'esperienza di crescita per tutti noi: l'ambiente naturale dei ragazzi è la famiglia, vogliamo trasmettere il valore, anche sociale, della solidarietà tra genitori».
E se alla fine il cerchio si chiude con il minore che torna sereno nel nucleo d'origine la felicità è per tutti. Per i genitori naturali che durante l'affido, alleggeriti nei loro compiti, possono più facilmente recuperare competenze (economico-lavorative, ad esempio). Per gli affidatari, che possono decidere se aiutare un'altra famiglia a ritrovarsi. E per loro, i piccoli che diventano grandi.
Andreis Elisabetta
venerdì 8 marzo 2013
giovedì 7 marzo 2013
Adottivi/Naturali: Genitori diversi?

Adottivi/Naturali: Genitori diversi?
di Elvira Serra
Patrizia Masotti, direttore artistico di un’agenzia di comunicazione a Milano, e Andrea Lucatello, giornalista di Radio Capital a Roma, sono entrambi genitori. Lei di tre fratellini etiopi: Mulu (15), Leta (14) e Alem (11), adottati alla fine del 2005; lui di Alice (15) e Federica (12), concepite in modo «tradizionale». E in Cacao 60%. Famiglia extra intensa mettono a confronto le loro diverse genitorialità.
Continua a leggere su 27esimaora.…
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Una riflessione all'articolo qui sopra proposto
Non è facile qualificare a quale tipologia di genitori mi sento di appartenere, mi sento genitore, mamma di mia figlia, questo. La guardo e sono la sua mamma, le parlo, la pettino, sfoglio i suoi quaderni, assaporo la forma che dà alle lettere, soprattutto a quelle maiuscole, e sorrido per le sue zeta ancora mancanti, che mi lasciano - ancora - degustare pezzettini del suo alfabeto spagnolo, sua lingua madre per quasi sette anni....
Mi sento appartenere a lei anche per queste sue 'differense', le adoro. Così come adoro la sua terra di nascita, si, grazie a lei ho una seconda terra a cui appartenere, e, piano piano decidere se tenere o lasciare andare.
Credo di essere innamorata di lei. Questo vuol dire essere madri?
Sono sua madre ma non l'ho partorita.
Che strani personaggi queste mamma adottive.... sono andata a prenderla, me l'hanno 'consegnata' un giorno, epilogo di eventi succeduti all'aver riepito un modulo nominato 'disponibilità all'adozione' e terminati in quella 'entrega' tutta nostra, in un ufficio colombiano. Il mio 'parto adottivo', qualche anno dopo, scrissi, ed ancora oggi, a rileggere quell'evento, piango io per prima dall'emozione, ancora vivissima in me. Sono la sua mamma e lei è mia figlia, ci sentiamo proprio così, non ci sono altre parole.
Ma, ora, proprio perché il nostro legame si è fatto intenso nel viverci, proprio perché ci sentiamo appartenere l'una all'altra, ora ci confondiamo, perdiamo entrambe i confini della realtà, e la nostra storia si fa comune anche nel camuffare sottilmente i legami di nascita.... Lei parla di quando era nella mia pancia e io cerco di trovare album, senza trovarli, per riguardare le fotografie di lei neonata....
E' da qui che chiedo, quando e se mi è permesso, a loro, a voi mamme biologiche, che nella pancia li avere tenuti davvero....
Cosa avete provato in quei mesi, cosa avete sentito al muoversi del suo piedino dentro di voi, quali i brividi, quali le emozioni ma, soprattutto, quale è il 'sentire' sottile che la biologia vi ha regalato e vi regala ogni giorno permettendovi di percepire i vostri figli nati dal vostro corpo, dal legame dato dal cordone ombelicale... ci deve essere.
E' vero che emozionalmente, probabilmente, i legami a certe 'latitudini' del sentire si stabilizzano, si eguagliano, perché i sentimenti, l'amore fanno da colla e uniscono, inevitabilmente. Ci credo, ne sono certa.
Ma proprio per quel 'valore' enorme che dò alla genitorialità sia adottiva che biologica io sono in ricerca, sono in una fase di percorso a ritroso profondo, perché credo nella magia della natura, della materia che si fà persona e ho grande rispetto per tutti i passaggi biologici, dall'ovulo fecondato alla gestazione all'allattamento a... magia assoluta.
Cosa mi sono persa?
La ricerca di quel pezzettino di storia che ti offre quel sentire sottile io me lo voglio riprendere, in qualche e non so in che modo, perché comunque mi appartiene, proprio perché è tanto mio ora ciò che amo che mi sembra impossibile, davvero, il non esserci sempre stata...
Genitori adottivi, che personaggi... se non ci fossero, bisognerebbe inventarli...
Grazie
@iCri4
martedì 5 marzo 2013
Il web vuole la Giornata Nazionale dell'Adozione
fonte: www.vita.it
Il web vuole la Giornata Nazionale dell'Adozione
di Sara De Carli
Un papà adottivo lancia su "change.org" una petizione per istituire la Giornata Nazionale dell'Adozione
Caro Presidente Napolitano, ti chiediamo di istituire la Giornata
Nazionale dell’Adozione. Abbiamo già la data: 10 maggio, giorno in cui è
stata firmata la convenzione dell’Aja sull’adozione internazionale.
È questa la proposta che arriva dal web, per iniziativa di Fabio Ceseri, papà adottivo di una bimba di quattro anni e in attesa dell’abbinamento con un secondo bimbo. Ha lanciato l'idea nemmeno una settimana fa, attraverso la piattaforma change.org e ha già raccolto 130 adesioni sulle 200 prefissate come obiettivo.
«Sull’adozione, ci sono ancora troppi luoghi comuni», spiega Ceseri. «Con la giornata nazionale per l'adozione, si vuole informare e incoraggiare l’apertura delle famiglie all’accoglienza. È chiaro che duecento adesioni non possono istituire la Giornata Nazionale, ma si tratta di smuovere le acque e stimolare l’attenzione. È un po’ la stessa logica del crowdfunding, ognuno fa il suo pezzetto di strada, poi altri si possono aggregare e portare avanti il discorso. Quel che interessa è il risultato, non chi ha proposto la cosa».
firma anche tu la petizione, clicca qui !
segui Fabio Cesari su
https://twitter.com/Fabceseri
welfareweb.wordpress.com
È questa la proposta che arriva dal web, per iniziativa di Fabio Ceseri, papà adottivo di una bimba di quattro anni e in attesa dell’abbinamento con un secondo bimbo. Ha lanciato l'idea nemmeno una settimana fa, attraverso la piattaforma change.org e ha già raccolto 130 adesioni sulle 200 prefissate come obiettivo.
«Sull’adozione, ci sono ancora troppi luoghi comuni», spiega Ceseri. «Con la giornata nazionale per l'adozione, si vuole informare e incoraggiare l’apertura delle famiglie all’accoglienza. È chiaro che duecento adesioni non possono istituire la Giornata Nazionale, ma si tratta di smuovere le acque e stimolare l’attenzione. È un po’ la stessa logica del crowdfunding, ognuno fa il suo pezzetto di strada, poi altri si possono aggregare e portare avanti il discorso. Quel che interessa è il risultato, non chi ha proposto la cosa».
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